UNISCITI A NOI… NOI NON CI ARRENDEREMO MAI!

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Il primo cittadino di Roma ha detto si.

Dallo scranno più alto di palazzo senatorio colui il quale prese una laurea per curare e guarire la gente oggi autorizza ed arma la cittadinanza per fare di una categoria il capro espiatorio di ogni insoddisfazione.

Quando ieri ho udito l’ennesimo video messaggio di un sindaco che non ho mai sentito mio mi si è accapponata la pelle.

Ci sarebbero manuali enciclopedici da scrivere, ma non mi vorrei più ripetere.

Noi prima di essere AUTOFERROTRANVIERI siamo fruitori dei mezzi pubblici.

Il disagio lo abbiamo sentito tutto in questi giorni per raggiungere il nostro posto di lavoro ma non ce la siamo presa coi conducenti.

Ieri in banca da mia madre un tale mi ha riconosciuta.

Mi ha urlato che siamo dei maledetti, che andremmo tutti licenziati, che andrebbero assunte persone che hanno voglia di lavorare, che facciamo lo sciopero il venerdì per avere il fine settimana lungo.

Che non abbiamo rispetto dei cittadini.

L’ignoranza impera e con l’ennesimo video messaggio chi è a capo di Roma ma che è caratterizzato da piena incompetenza in materia di trasporti arma ed autorizza la cittadinanza ad aggredirci, insultarci e terrorizzarci.

Ma quale week end lungo! Che noi lavoriamo il sabato e la domenica.

Sono a capo di un sindacato che non riconosce allo sciopero con le fasce di garanzia una sostanziale valenza.

Noi non scioperiamo.

200 ore in più ai macchinisti.

L’ ignoranza non ha limiti.

Il tutto era frutto di accordi.

Il badge non è mai stato un problema per nessuno.

Compilando il documento della vettura abbiamo sempre dichiarato orario di montata e smontata.

E non siamo mai stati contrari alle evoluzioni della tecnologia.

Piuttosto bisogna fare una ricerca nel latente.

Scovare quella realtà nascosta sotto quella manifesta che nessuno vuole farvi vedere, ma che il sindaco, minacciando la privatizzazione lascia trapelare.

Ieri i sindacati hanno firmato un accordo anche per gli AUTOFERROTRANVIERI veri.

Quelli che sono sulla strada, per intenderci.

Sono 14 mesi che vi raccontiamo cosa sarebbe successo.

Che quell’accordo prima o poi sarebbe stato applicato anche a noi.

Non vi siete fidati.

Non ci avete creduto.

Lo abbiamo diffuso ovunque.

Non fidatevi di me.

Non fidatevi di noi.

Prendetelo tra le mani. Leggetelo. Studiatelo.

Tutto basato sulla presenza.

Abbiamo le buste paga di verificatori e quarta area.

È la morte cerebrale.

È l’ecatombe.

È la fine delle lotte se non vi svegliate.

Due anni fa non ci dettero il premio di produzione ed in massa optammo per un’azione congiunta.

Pensiamo ad alternative forme di protesta.

Non possono pagare i lavoratori per orrori gestionali.

Non è colpa del conducente se il servizio va avanti perché noi facciamo turno ordinario e straordinario tutti i giorni.

Non è colpa del conducente se treni del 1923 non possono circolare.

Non ve la potete prendere con noi.

Anche i cittadini dovrebbero rivolgere l’attenzione verso e contro chi anche pagato profumatamente non riesce a gestire un trasporto pubblico.

Ormai l’opinione pubblica vi ha messo contro di noi.

Vorreste vederci morti.

Abbiamo quasi paura a prendere la metropolitana in divisa per raggiungere il luogo di lavoro.

Mi fermo un attimo.

Guardo tutti questi segni neri che riempiono la schermata il cui bianco immacolato si esaurisce sempre più.

Sono disillusa e disincantata.

Vorrei vedere gente che si batte per i propri diritti.

Oggi vorrei vedere centinaia di colleghi “stracciare la tessera” dei sindacati firmatari di questo accordo.

Mentre qui c è chi ha migliaia di giorni di distacchi sindacali che in era 1 e 2 non sono contemplati.

E vorrei vedere i cittadini al nostro fianco imbestialiti con Dirigenti e governo che stanno facendo del trasporto pubblico carne da macello.

Perché non conta quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi. Vediamo i nostri fallimenti, o i semplici ostacoli della vita, come indiscutibili segni del destino che vuole farci fallire. La verità è che siamo noi a dare un significato a tutto ciò che ci accade e possiamo dunque scegliere di vedere un fallimento come una pietra tombale sui nostri progetti, oppure… possiamo scegliere di rialzarci, di tentare di nuovo, magari una strada alternativa, una strada migliore.

UNITI SI VINCE…UNITI SI PUO’

Micaela Quintavalle Presidente dell’Organizzazione Sindacale Cambia-Menti m410.

One comment

  1. Ciao Michela, sono un operatore di stazione (ods) metro b, noi pure stavolta sembriamo convinti che dobbiamo impedire tutto questo scempio del piano industriale approvato da pochi giorni. questa mia mail è solo per dirti che vorremmo unirci in una lotta che sia fattiva e porti a dei risultati. che pensate di fare? io e altri in metro b ci possiamo rendere portavoce e fare da raccordo per le azioni nei nostri servizi. facci sapere.
    Cris

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