Si avvicinano le elezioni RSU in ATAC

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Si avvicinano le elezioni RSU (Rappresentanze Unitarie Sindacali).

Inizia la campagna elettorale delle varie sigle sindacali e vogliamo soffermarci sulle tre parole chiave che dovrebbero essere le basi di un sindacato.

-Ideologia: quale ideologia? Non tutte le ideologie sono virtuose, basti pensare all’ideologia nazista, o l’ideologia terroristica di matrice pseudo-islamica, anche queste sono ideologie, ripugnanti aggiungiamo, ma pur sempre ideologie. Non si può non essere d’accordo con Vilfredo Pareto quando considera l’ideologia un atteggiamento radicato nello spirito umano. Se è così, allora è comprensibile che il venir meno delle ideologie particolari non significhi la scomparsa della tendenza ideologica. Qui non è il caso di affrontare il problema antropologico della spiegazione di questa tendenza che fa dell’uomo un animale ideologico perché gli animali non conoscono l’ideologia. Le sole bestie ideologiche che conosciamo appartengono pur sempre alla specie umana. In quanto animale culturale, l’uomo è produttore anche d’ideologie, di cui rimane prigioniero. Ma identificare la cultura con l’ideologia significa negare la possibilità di una critica dell’ideologia, che – come tale – sarebbe essa stessa appartenente alla cultura.

-Coerenza: il concetto di coerenza è relativo o assoluto? “Avrò anche sbagliato, ma almeno io sono coerente”. Così parlano le persone che, pur avendo fatto un errore o essendo palesemente dalla parte del torto, non hanno alcuna intenzione di cambiare il loro atteggiamento. Quale atteggiamento mentale può indurli a difendere ciò che l’evidenza dimostra sbagliato e a proseguire come muli sulla via intrapresa, anche a costo di rimetterci? Si tratta di un semplice ma fondamentale equivoco, per il quale si confonde la coerenza con la rigidità, in nome di imprescindibili se non assurde “questioni di principio”.

-Passione: passione non è sinonimo di esibizionismo, egocentrismo, la passione è ciò che detta il nostro agire, la stessa passione che mettiamo tutti i giorni con il nostro tempo libero per fare comunicazione e cercare di migliorare il nostro posto di lavoro.

-Opportunismo: beh questo lo lasciamo considerare a voi.

Alle prossime RSU vota scegliendo liberamente chi ti rappresenta, diffida da chi si erge paladino della giustizia senza chiarezza e con poca coerenza anche perchè sono passati circa 8 anni dalle ultime elezioni e altrettanto di letargo e fragoroso SILENZIO SINDACALE. In questi giorni si presenteranno in tanti a chiederti il voto: pseudo-sindacalisti, colleghi, i soliti “amici”.

IL SOLITO VECCHIO MECCANISMO ……

Ti perverranno telefonate, ti suggeriranno di dare il tuo voto a chi, in realtà, non ha mai fatto davvero attività sindacale per i lavoratori, ma solo per se stessi o spesso ad personam. Ti sarà chiesto il voto in cambio di un impegno, promettendoti un vantaggio in nome di una vecchia conoscenza o amicizia. Ti chiederanno di condividere e sostenere un’idea, un progetto, facendo passare un tuo sacrosanto diritto, come un’agevolazione. Ma, a questi signori e al loro sindacato che negli anni scorsi ti ha chiesto il voto per rappresentarti, chiedi di farti visionare un’istanza protocollata, una contestazione, una denuncia all’autorità giudiziaria, o qualsiasi altro ancora che abbiano precedentemente prodotto per i lavoratori.

Caro collega, ti rammento che il tuo voto per il candidato RSU è un voto alla lista sindacale che lo rappresenta, per cui è falso quando ti dicono che ha valenza solo locale, poiché invece ne ha tanta, soprattutto a livello nazionale: è una misurazione concreta del “peso” di un’Organizzazione Sindacale nella contrattazione e, nel nostro caso, nella contrattazione per gli autoferrotranvieri.

IL NUOVO ….

L’Associazione Sindacale Cambia-Menti m410 ha scelto di intraprendere da sola questa strada, rispetto a chi in questo momento sta cercando alleati che fino a ieri ha contestato pur di non morire pur di non perdere agevolazioni.

Cambia-menti m410 resterà fedele alle sue idee, e continuerà su questa strada, consapevole che è la più ardua e la più difficile.

La firma consiste nella possibilità democratica di dare l’opportunità, a chi rappresenta con orgoglio questo sindacato, di presentarsi al confronto elettorale, perché siamo convinti che potremmo dire la nostra.

Oggi lo stiamo facendo, uscendo fuori dal coro. Chi ci conosce sa che non possiamo garantire nulla, se non quello di continuare a cercare di portare avanti l’idea di un sindacato che si muova nel vero senso di ciò che per definizione il sindacato stesso rappresenta.

A chi oggi sta distruggendo la centenaria storia di una gloriosa categoria, vendendo anni di lotte e conquiste solo per ricostruzioni di carriere personali, pur essendo consapevoli di far pagare il conto a tutti i lavoratori, rispondiamo:

È ORA DI DIRE “BASTA’ Al GIOCHI DI POTERE!”

È ORA DI DIRE “IO NON CI STO’ A ESSERE SFRUTTATO, PER POI ESSERE SVENDUTO!”

RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA DIGNITÀ, LA NOSTRA LIBERTÀ DI PROFESSIONISTI.

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