Sciopero del tpl romano 18 marzo 2016 24 ore

 

volantino 24 h

Chiuso un capitolo se ne apre un altro. La precettazione in fin dei conti per noi rappresenta una vittoria, perché le motivazioni deboli con le quale il Prefetto di Roma ha censurato lo sciopero e la massiccia comunicazione che l’azienda Atac sta facendo sui dipendenti con disposizioni gestionali senza precedenti, sono direttamente proporzionali al timore che le istituzioni hanno nei confronti della nostra organizzazione. Il fatto grave non sta tanto nella precettazione che è nelle prerogative del prefetto, ma sono le circostanze che gettano ombre sui diritti democratici. Siamo nell’anno giubilare e come tutti sanno i sindacati hanno firmato una moratoria con quale accettano di non indire scioperi per tutta la durata dell’evento, salvo però, una ventina di date nelle quali si poteva ricorrere allo sciopero. Se però, su queste poche date si comincia a precettare, possiamo candidamente affermare che il diritto è di fatto sospeso, con buona pace dei firmatari che ormai sottoscrivono tutto senza batter ciglio, tanto che qualcuno comincia a chiamarli i “firmacati”. La politica non riesce o non vuole trovare soluzioni all’annoso problema del trasporto pubblico e sospende tutto: anche i diritti costituzionali!
Non c’è da meravigliarsi, perché alcuni esponenti del governo hanno ammesso, senza giri di parole, che vorrebbero più limitazioni allo sciopero. Molto spesso l’accezione rivoluzione è stata associata a tutte le nostre iniziative, ma se ogni parola ha un significato ben preciso, la rivoluzione tende a stravolgere e a rovesciare la realtà. La nostra organizzazione persegue i propri obiettivi sempre rispettando le leggi e pretende che le rispettino anche tutti gli altri.
Ecco la nostra rivoluzione.
Circa il rispetto delle regole poi troviamo alquanto scandaloso il silenzio dei sindacati firmatari del famoso accordo del 17 luglio, nel quale la maggior parte dei punti sottoscritti ad oggi non sono stati rispettati. Noi continueremo a contestare l’intero impianto dell’accordo ritenendolo oltremodo punitivo verso una categoria che da anni opera tra mille disagi.
Soprattutto reclamiamo investimenti seri che sono, guarda caso, responsabilità politica, la stessa oggi che limita i diritti costituzionali. Sottoscritto l’accordo, sono stati banditi una serie di concorsi ai quali la maggior parte dei candidati iscritti proviene dal personale viaggiante. E la conseguenza è chiara: il personale viaggiante si ridurrà nuovamente, e per curarci dovremo usare la calcolatrice ( con buona pace di chi anni fa ha condotto lotte durissime per riconoscere il diritto alla malattia).
Nell’anno giubilare si sono fatti molti passi indietro dal punto di vista economico e dal punto di vista normativo, e tutto mentre il nostro paese è ancora nella morsa della crisi che non tende ad allentarsi. Cambiamenti non fa un passo indietro e continueremo contestare. Tutta questa attenzione verso la nostra organizzazione dimostra che siamo sulla strada giusta. Cambia-menti m410 c’è!

Author: Cambia-menti M410

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