SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

trasporto-pubblicoMolto spesso tendiamo ad inquadrare le problematiche relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro facendo riferimento a situazioni quali: aggressioni, gestione e capacità di risolvere problemi con l’utenza in momenti particolari e imprevisti, valutazione dei rischi durante il servizio, infortunio sul lavoro, conoscere la segnaletica di sicurezza, il coniugare un adeguato recupero psicofisico in modo tale da poter adempiere alle proprie mansioni senza alcun sovraccarico di stress ovvero mancato riposo. Cenni sulla normativa legata alle succitate materie trovano diversi riscontri, segno che il legislatore sin dall’entrata in vigore della Costituzione ad oggi (con l’approvazione del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro, D. Lgs. 81/2008) ha concesso ampi margini di tutela e salvaguardia nei confronti della classe lavoratrice. L’Art.32 Cost. Richiama esplicitamente alla <tutela della salute> come fondamentale diritto dell’individuo; l’Art.2087 C.C. Richiama la tutela delle condizioni di lavoro; lo statuto dei lavoratori (ex. legge 300/1970) all’art.9 fa riferimento alla tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori ai quali è fatto esplicito richiamo nel controllare la corretta applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. 

La pianificazione della prevenzione, la corretta messa in pratica attraverso il recepimento delle norme comunitarie e nazionali e i relativi controlli affinché ciò venga rispettato e’ frutto di un coinvolgimento di diverse figure professionali: Datore di lavoro in primis, dirigenti, preposti e gli stessi lavoratori (grazie alle figure da loro stesse eletti quali le R.L.S.). Ognuna delle figure su menzionate ha degli obblighi da rispettare facendo riferimento al D.Lgs. 81/2008 che andò a sostituire il D.lgs.626/1994. 

Per quanto concerne gli obblighi del datore di lavoro, ai quali spesso si fa poco riferimento perché si crede che tali oneri siano esclusivamente materia del prestatore d’opera, sono sanciti dall’art.18 del T.U. sulla salute e sicurezza sul lavoro. Si richiamano gli obblighi nell’aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi, sino alla capacità delle condizioni dei lavoratori quando affida loro dei compiti. Aggiorna e designa i lavoratori competenti in materia di formazione e prevenzione sui rischi quali: antincendio, pronto soccorso, gestione delle emergenze; prende le misure affinché ai lavoratori siano forniti i DPI (dispositivi di protezione individuale).  Il preposto di contro, nominato dal datore di lavoro, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute. I suoi compiti sono designati dall’art.19 della medesima legge e al primo comma si evince l’importanza di sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza. Pertanto, dopo questo breve excursus generale, chi sarebbe il preposto in Atac? Ad esempio nelle officine sarebbe il Capo operaio. Per l’operatore di esercizio il preposto può essere assolto dalla figura del Capolinea, il personale ispettivo, colui che dalla Centrale operativa impartisce ordini e disposizioni.

Gli obblighi del lavoratore (art.20 T.U. Della SSL), oltre che osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro e della dirigenza, ha il dovere di utilizzare correttamente le attrezzature e i mezzi utili allo svolgimento delle sue mansioni ha un importante obbligo: segnalare al datore di lavoro, al dirigente ovvero al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di sicurezza. Nella fattispecie del lavoratore in Atac, in particolar modo l’operatore di esercizio, quest’ultimo qualora ravvisi delle carenze durante l’esercizio delle proprie mansioni, dovute ad inefficienza degli strumenti coi quali svolge il suo lavoro (autobus, dispositivi di sicurezza e non solo a bordo dei mezzi di trasporto, carenze strutturale nelle rimesse e nei capolinea), ha il dovere di rivolgersi alla figura competente di riferimento. Quest’ultima oltre a gestire il problema deve porre rimedio nei modi e nei tempi congrui affinché il disagio venga ridotto e ripristinate le corrette modalità di svolgere il servizio. Altri due obblighi a carico del lavoratore che meritano di essere menzionati riguardano: la professionalità nel non compiere di proprie iniziativa manovre che non sono di sua competenza ovvero che possano compromettere la sicurezza propria e di altri; inoltre ha il dovere di sottoporsi ai controlli sanitari previsti per legge e comunque disposti dal medico competente.

Abbiamo citato la figura di riferimento al quale il lavoratore può ricorrere qualora sussistano le necessità di salvaguardare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro: il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), eletta dai lavoratori in maniera democratica nei siti aziendali. L’Art.50 della legge alla quale ci si riferisce legifera sui compiti dell’RLS che tra le varie attribuzioni si evincono: il ricevimento delle informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative; riceve le informazioni dai servizi di vigilanza; riceve una formazione adeguata e periodica; promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute dei lavoratori. Insomma un compito assai arduo per colui che dovrebbe svolgere la sua funzione avendo pieno accesso ai dati per esercitare la sua funzione e promuovere le adeguate soluzioni nel momento in cui gli vengono sottoposte questioni di rilevanza prioritaria quali la salute e la sicurezza nei luoghi dove il lavoratore svolge la sua attività. A questo punto, a consuntivo della nostra riflessione sull’importanza che riveste la corretta interpretazione della normativa in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, merita un cenno che cosa si intenda nello specifico <luogo di lavoro>, ancor più importante in una realtà come Atac: ….OGNI LUOGO DESTINATO AD OSPITARE POSTI DI LAVORO, INTERNI O ESTERNI ALL’AZIENDA, ALL’UNITA’ PRODUTTIVA O AL SITO DI PRODUZIONE ED OGNI ALTRA PERTINENZA AZIENDALE ACCESSIBILE AL LAVORATORE NELL’AMBITO DELLO SVOLGIMENTO DELLA PROPRIA ATTIVITÀ LAVORATIVA…(art.62). Atac potrebbe essere definita un’azienda multi-sito visto che il personale viene impiegato in sedi diverse distribuite su tutto il territorio, comunale e regionale, nel quale l’azienda opera.

Conoscere i propri doveri ancor prima dei propri diritti permette ai lavoratori di adire verso le figure preposte, dalla legge stessa, il rispetto di obblighi imprescindibili sui quali parole come profitto e produttività sono gocce nel mare.

Scritto da: Simone Ruggeri membro direttivo Cambia-Menti m410

 

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