ROMA CAPITALE… e il contratto di servizio

L’ultiatac1mo procedimento deliberativo da parte della Giunta Capitolina, ai fini della proroga del contratto di servizio ad Atac S.p.A., è avvenuto nella seduta del 20 giugno 2014.

Doveroso ripercorrere a tappe questo percorso, enunciando per lo meno gli atti più significativi di questo iter, richiamando in primis l’affidamento c.d. in house (fino al 31/12/2019) del trasporto pubblico locale di superficie (bus, filobus e tram) e di metropolitana (MA-MB-MB1-MC in costruzione) affidato ad Atac, da parte dell’ Amministrazione capitolina, con la deliberazione n.47 del 15 novembre 2012; a questo si aggiungono all’affidamento e al controllo diretto dell’azienda di trasporto pubblico capitolina il servizio di gestione dei parcheggi di interscambio, il servizio di gestione della rete delle rivendite di commercializzazione dei titoli di viaggio, nonché il servizio di esazione e controllo dei titoli di viaggio relativi alle linee della rete periferica esercitata da Roma TPL S.c.a.r.l. alla società Atac S.p.A.

Vista la necessità di garantire i termini del contratto di servizio, considerato che l’attuale crisi economico finanziaria investe gli Enti locali e territoriali con inevitabili ripercussioni sui servizi che dovrebbero essere garantiti dalle istituzioni, Roma Capitale ha necessariamente dovuto adottare delle disposizioni normative in materia di finanza locale al fine di garantire l’equilibrio del Bilancio e la stabilità finanziaria. Questo si è tradotto nella recezione dell’art.16 del Decreto legge n. 16 del 6 marzo 2014, emendato dalla L.2 maggio 2014, n.68 (DL16-14 conv.L68-13) prevedendo per Roma Capitale l’adozione di specifiche azioni amministrative volte a: operare la ricognizione dei costi unitari della fornitura dei servizi pubblici locali adottando provvedimenti che riportino i costi standard sulla base di quanto previsto negli altri grandi Comuni italiani; operare una ricognizione sui reali fabbisogni di personale nelle società partecipate; adozione di modelli innovativi per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale; procedere alla fusione di società partecipate ove questo comporti un riequilibrio nei conti delle casse comunali; responsabilizzare i dirigenti delle società partecipate, legando le indennità di risultato a specifici obiettivi di bilancio.

Tale contesto induce a dover coniugare le effettive esigenze di Atac S.p.A., finalizzate alla continuità aziendale quale azienda erogatrice di un servizio pubblico essenziale, attraverso il mantenimento del rapporto contrattuale nei termini vigenti al 31 dicembre 2014. Sulla base di quanto stabilito e previsto dalla deliberazione n.176 per la gestione del servizio del TPL relativo all’annualità 2013, Atac ha presentato un consuntivo pari ad Euro 465.009.936,00 oltre al rimborso per le agevolazioni tariffarie storiche pari ad Euro 13.501.895,00.

Nonostante i numeri che troviamo nelle diverse delibere e nei bilanci dell’azienda di trasporto capitolina sarebbe utile soffermarci su due punti in particolare: che l’affidamento del servizio c.d. “in house” del trasporto pubblico locale di superficie e di metropolitana, il servizio di gestione dei parcheggi di intercambio e della sosta tariffata su strada, il servizio sulle rivendite e commercializzazione dei titoli di viaggio e il controllo dei titoli di viaggio relativi alle linee della rete periferica esercitata da Roma TPL S.c.a.r.l. alla società Atac S.p.A., sarà affidato fino al 3 dicembre 2019 “nei limiti autorizzativi dei bilanci vigenti”. A tal fine si dovranno seguire determinati criteri. Ne ricordiamo alcuni come riportato nella Delibera n.47 del 15 novembre 2012:

  1. Progressiva riduzione dei costi di produzione del servizio sino ad allineamento dei costi di altre società nazionali, tenuto conto delle rete infrastrutturale di Roma;
  2. Ottimizzazione delle rete integrata dei servizi, in concomitanza con l’apertura di nuove linee metropolitane e relative aree di sosta e parcheggio;
  3. Blocco del turn over del personale dirigenziale e amministrativo, secondo quanto previsto dalla normativa vigente e sotto la responsabilità comunque di Roma Capitale;
  4. Individuazione della partecipazione delle associazioni dei consumatori al monitoraggio quali/quantitativo del servizio;
  5. Organizzazione della società Atac S.p.A. in divisioni dotate di autonomia necessaria per le aree operative;
  6. Individuazione degli standard minimi a cui subordinare i premi di retribuzione del personale della società;
  7. Individuazione di strategie rivolte alla sicurezza del personale ed al contrasto all’elusione del titolo di viaggio;
  8. Riduzione progressiva dell’incidenza del personale di staff e amministrativo rispetto al personale operativo intervenendo, anche laddove necessario, con trasferimenti in settori di altra area tenendo presente l’inquadramento di provenienza;

Questo breve e sommario excursus serve a far capire di come si cerchi di normalizzare la situazione in Atac essendo consapevoli sia del disequilibrio economico che contraddistingue la stabilità finanziaria dell’azienda di trasporto capitolina, sia a comprendere di come le amministrazioni, di centro destra e centro sinistra, siano consapevoli della necessità di adeguare il servizio di trasporto pubblico della capitale su standard qualitativi ed efficienti, piuttosto che su scombinate indagini quantitative che vedono nel chilometraggio a consuntivo l’unico dato importante da tenere in considerazione. Peccato che la realtà, ad oggi, agli inizi del 2015 veda comunque il personale operativo in forte carenza di organico e pronto a ricevere nuove disposizioni che saranno dettate dal nuovo Piano Industriale attualmente in discussione. Concludiamo questo iter burocratico dando gli ultimi numeri di cifre che all’apparenza sembrerebbero esorbitanti, ma nel concreto in pochi, ovvero pochi privilegiati riescono a capire se vengono investite nel trasporto pubblico locale. Come riportato nella delibera 176 del 20 giugno 2014 nel “bilancio pluriennale 2013/2015, annualità 2014, per la produzione annua di 104 mln vett/km per il servizio di superficie e 7 mln treni/km per il servizio di metropolitana (A-B-B1-pre esercizio linea C) è stata prevista una copertura finanziaria per il 2014 pari a euro 252.521.499,11”… ricordando che nel bilancio di previsione 2014/2016 è previsto uno stanziamento di fondi capitolini per il 2014 passato di euro 325.317.968,26. E’ doveroso ricordare il contributo della Regione Lazio pari a euro 140 mln.

Alla luce di questi numeri perché non informare preventivamente lavoratori e cittadinanza sui futuri provvedimenti dirigenziali? Perché non poter aspirare ad un’azienda che del merito e della trasparenza ne costituirebbero i capisaldi?

CAMBIA-MENTI M410 CHIEDE CHE CI SIA MENO POLITICA E PIU’ RESPONSABILITA’ NEL FUTURO DI ATAC!!!

Author: Cambia-menti M410

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