Rappresentanti a confronto

sales_team_mgt-150x150Oggi, intorno alle 11.30, nel deposito Atac di tor sapienza, un gruppo di lavoratori appartenenti all’associazione sindacale Cambia-Menti m410 ha improvvisato un’assemblea spontanea nella saletta dove sono situate le postazioni delle R.S.U. (rappresentanze sindacali unitarie) di categoria. È stata una sorta di occupazione simbolica visto il diniego di Atac nel concedere al movimento sindacale l’uso degli spazi aziendali per le assemblee, in ragione delle vigenti disposizioni legislative. Principalmente sono stati trattati gli argomenti della mancata ri-elezione delle R.S.U in Atac (l’ultima è stata nell’ottobre 2007); in secondo luogo si è toccato l’argomento del Piano Industriale Atac, in corso di consultazione relativo al periodo 2015-2019. Il dibattito è stato caratterizzato da toni accesi, ma nel pieno rispetto delle persone intervenute al confronto. Da notare che non tutte le Rsu fossero presenti e in secondo luogo è stato positivo vedere che diversi lavoratori si fermavano ad ascoltare le opinioni e le argomentazioni sviscerate.E’ doveroso notare quest’ultimo aspetto dal momento che visto che una delle critiche mosse nei confronti dei rappresentanti sindacali presenti è stata proprio quella di non coinvolgere più i lavoratori nelle assemblee nelle rimesse, salvo nei casi in cui si configurino momenti di crisi eccezionale. Il rinnovo delle Rsu è stato il cardine centrale del dibattito visto che alcuni interventi miravano proprio a legittimare quel ruolo (eletto democraticamente e direttamente dal lavoratore) che spesso viene scavalcato da figure inutili all’interno di Atac, quali ad esempio lo SCUA (Segreteria del Consiglio unitario di Azienda ). Il pensiero dei lavoratori a sostegno degli aderenti al sindacato M410 è che si proceda al rinnovo della carica suddetta in virtù che in un contesto storico come questo solo una “spinta dal basso”, ovvero dalle rimesse possa far desistere sindacati e azienda atac a stilare accordi peggiorativi senza tener conto della voce dei lavoratori. Uno di questi accordi sarà proprio il Piano Industriale che conterà di varare misure dirette ad intervenire sull’orario di lavoro degli autisti e dei macchinisti, come sempre lasciando al lavoratore il compito di risanare un’azienda in dissesto economico tralasciando aspetti macro economici nei quali le responsabilità sono da ricercare in altri contesti. Questo blitz non preventivato, nonostante abbia suscitato qualche polemica, aveva solamente il fine di far sentire la voce dei lavoratori all’interno degli impianti aziendali, l’unico posto dal quale ripartire per trovare unione di intenti e difesa dei diritti.

Author: Cambia-menti M410

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