Quando si dice “il destino”!

QuintavalleVsMarino-326x159Micaela ha 33 anni ed è di Roma. Guida gli autobus dell’Atac e nel frattempo studia per laurearsi in medicina. Il suo motto: “Guido i bus a Roma ma vorrei fare il medico. Mi spacco la schiena per raggiungere il mio sogno”. Ma da un anno è il presidente dell’associazione sindacale Cambia-Menti m410.  Una rinascita per molti lavoratori, una nuova speranza per molti autisti ormai delusi e affranti. “Sto lottando per un senso di giustizia” tiene a precisare Micaela Quintavalle, che subito si affretta ad aggiungere “ma non mi paragonate a Beppe Grillo, non appartengo a nessuno movimento, né partito. Ero una trascinatrice anche quando facevo la scuola elementare. L’energia per questa difesa dei diritti la prendo dagli anziani che mi vengono a ringraziare, loro non hanno né internet, né WhatsApp, con loro facciamo il passaparola. L’azienda ci prende per degli scansafatiche, ma io credo nella rivoluzione culturale. Loro giocano sulla nostra ignoranza, mentre gli autoferrotranvieri sono solamente gente umile e per bene”. E dopo quasi un anno di richiesta d’audizione con il sindaco di Roma Ignazio Marino succede che nella trasmissione AnnoUno dove Micaela Quintavalle interviene come ospite si trova davanti proprio il tanto richiesto sindaco. Niente di meglio in questo momento per confrontarsi sulle problematiche del trasporto pubblico. “Venga sui nostri autobus intorno alle 7 e mezza/otto, forse si renderebbe conto di quali siano i problemi reali”: è un fiume in piena Micaela Quintavalle, leader del movimento sindacale Cambia-Menti M410. “Io sono molto arrabbiata con il sindaco, perché è un anno che tento di parlare con lei, finalmente me la trovo in carne e ossa qui”. La miccia si è innescata quando la Innocenzi, da buona giornalista, l’ha incalzata: “Micaela tu sei la nostra autista di autobus di Roma, ormai è ufficiale”, ha esordito la conduttrice. “Avete subito aggressioni incredibili l’ultima risale al 13 novembre a Tor Bella Monaca, come a Corcolle, e poi c’è stato anche il taglio del sindaco degli autobus che andavano nelle periferie”. La Quintavalle, visto l’assist, non ci ha pensato due volte ed è andata giù di brutto. “Lei è scollato dalla realtà”, riferendosi alla proposta di far salire gli utenti dalla sola porta anteriore in modo da verificare il biglietto. “Qui forse non ci rendiamo conto, noi portiamo 130 persone stipate come sardine, prendiamo sassate, bastonate perché gli autobus non ci sono. Lei ha tagliato le linee nelle periferie. È vergognoso sentirla parlare così, è vergognoso che ieri c’erano 150 famiglie sotto la sede di Atac SpA di via Prenestina per protesta dei lavoratori della società Ciclat, che non percepiscono lo stipendio da 4 mesi, e lei non c’era”. Il suo monologo si è concluso con un lapidario: “Nessuno si rende conto di come gli esseri umani vengano trattati:da bestie”.

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