Muore Autista, Tragedia a Cisanello

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Capita spesso…. Oserei dire che accade all’ordine del giorno. Durante il servizio telefoni alla centrale operativa per segnalare un guasto. Il tuo autobus nel rispetto totale e rigoroso del codice stradale che implicherebbe idonee condizioni stradali, di salute del conducente e di meccanica del mezzo, non può, a tuo dire procedere. Solo che seguendo questo discorso nessun veicolo uscirebbe dalle rimesse. E allora… Anche se sei un autoferrotranviere… Anche se sei un professionista…. Anche se sai benissimo di chiudere gli occhi innanzi ad una realtà manifesta…. Assecondi chi ti dice di fare un’altra corsa. Assecondi chi, in nome delle difficoltà che il collega con l’autobus dietro potrebbe incontrare con l’utenza, quasi ti ordina di procedere ancora. E come sempre o quasi sempre…. Come tutti o quasi tutti…. Per non discutere con i tuoi superiori ogni maledetto giorno che madre natura ha creato per questo mondo… Taci e procedi. Questo è accaduto a Cisanello, in provincia di Pisa oggi. Questo è accaduto ad un collega di Cecina. Naturalmente i primi articoli scritti con l’unico scopo di far girare immediatamente la notizia senza aver appurato la veridicità di quanto sostenuto, hanno ipotizzato malore o distrazione dell’autista. Come la metti la metti, la stampa, di primo acchito, è sempre e comunque indirizzata a dare la quasi totale responsabilità al conducente. Poi però una testimonianza fondamentale e a dir poco scioccante, riportata dal sito online della testata giornalistica La Nazione alla categoria Pisa, emerge dal niente; “L’autista aveva avvertito di un guasto, ma l’azienda gli ha detto di non fermarsi”. Viene utilizzata la figura retorica chiamata litote per dire che in realtà gli abbia intimato di procedere? Non ci è dato di sapere. Ed ogni elaborazione almeno oggi potrebbe essere fuorviante. Oggi ci limitiamo a piangere un collega di 53 anni che ha perso la vita mentre si trovava a guadagnarsi il pane. Oggi ci limitiamo a farci domande senza pretendere di trovare risposte. Oggi e più che mai dobbiamo unirci sotto il colore celeste della camicia che portiamo insieme. Dissentiamo e non ci adeguiamo quando ordini o disposizioni vengono date da chi i campi dovrebbe zappare. Dissentiamo e non ci adeguiamo quando a scrivere compendi sono esseri piccoli e gretti le cui problematiche più gravi durante il loro mestiere di impiegati sono polvere sulla scrivania o fogli che cadono da un tavolo come conseguenza di un mal di testa o mancamenti. Non ci stiamo a mettere a rischio la nostra vita e quella degli utenti. Conflittualità permanente verso e contro chi si metterà tra noi e la nostra sapienza. Tra noi e la nostra esperienza. Tra noi ed il nostro buon senso. Con tutto l’affetto che mi si scatena dentro…. Alla famiglia del collega deceduto mentre lavorava come tanti di noi durante un giorno festivo….

Un bacio…

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