Milano, Capotreno e ferroviere aggrediti

capotreno03_MGTHUMB-INTERNAIl recente gravissimo episodio di aggressione avvenuto sabato 13 Giugno ai danni di un ferroviere di 30 anni arrivato in ospedale con il braccio sinistro praticamente staccato, riportato in tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali ha dato risalto ad un aspetto del lavoro nei Servizi Sociali di cui in Italia si parla e si scrive pochissimo: il problema della sicurezza sul lavoro per i professionisti del Trasporto Pubblico.

 

L’episodio è avvenuto a Villapizzone periferia di Milano mentre Il capotreno della Trenord svolgeva regolare servizio di controlleria chiedendo a dei passeggeri il titolo di viaggio.

Uno di questi invece del biglietto ha tirato fuori dallo zaino un machete amputando praticamente un braccio al capotreno mentre al collega intervenuto in suo aiuto è stato riscontrato un trauma cranico.

Trattandosi di una tematica che ci investe direttamente sotto il profilo del nostro mandato e della tutela sindacale, l’Organizzazione Sindacale Cambia-Menti m410 vuole portare tutti, aziende, istituzioni, organi competenti e cittadinanza, ad una riflessione sull’argomento, che speriamo venga raccolta dai lavoratori e dalle altre rappresentanze Sindacali della professione interessata.

Il fatto, da cui prendiamo spunto, non può essere ovviamente ridotto ad un semplice episodio di propri vissuti emotivi conflittuali attraverso l’azione piuttosto che con il linguaggio, ma va ricondotto all’interno della più ampia problematica della sicurezza di chi lavora ed in particolare ai rischi che ne comporta.

Ormai l’escalation delle aggressioni subite dai lavoratori del Trasporto Pubblico è arrivata ad un punto di allarme e la gravissima aggressione è l’ennesimo episodio di un inquietante e crescente fenomeno sociale che ha evidente origine esterna al sistema di trasporto, ma che, altrettanto evidentemente, produce all’interno del sistema (soprattutto a bordo dei mezzi in servizio, ma anche nei nodi di scambio), condizioni di costante allarme e pericolo.

Allarme e pericolo, che vede in prima linea, particolarmente nelle città, i lavoratori del trasporto pubblico, ma che riguarda anche i viaggiatori che utilizzano il servizio e che si trovano a sostare nelle stazioni ferroviarie e nei capilinea degli autobus.

Aumentare la tutela, la sorveglianza e la prevenzione all’interno del sistema del trasporto pubblico è compito delle aziende che in questo sistema gestiscono il servizio.

Molto è stato fatto, ma il numero degli episodi, il loro aumentare, la loro crescente gravità dimostrano in tutta evidenza che altro, molto altro è ancora da fare.

La provenienza esterna del fenomeno richiede che questi compiti, potenziati da parte delle aziende, siano maggiormente coordinati con le attività delle forze dell’ordine e dai servizi sociali, perché la dinamica di molte delle aggressioni, anche recenti, dimostrano non soltanto difficoltà di coordinamento, ma in diversi casi, soprattutto da parte degli organi preposti all’ordine pubblico una vera e propria sottovalutazione del problema, con le conseguenti inadeguatezze organizzative, intempestività degli interventi, scarsità delle risorse di personale e mezzi concretamente resi disponibili.

Cambia-Menti m410 vuole esprimere solidarietà ai lavoratori vittime di queste aggressioni, e far riflettere tutti gli organi competenti sul fatto che, non si tratta più di una questione fisiologica, ma bensì di una situazione preoccupante.

L’Organizzazione di cui sopra cercherà di adottare tutte le iniziative ritenute valide e utili per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, chiedendo alle aziende di individuare i servizi nei quali il personale possa intanto essere temporaneamente esentato dal servizio dopo aver subito un’aggressione.

In tutto questo discorso CAMBIA-MENTI M410 non dimentica certo la cittadinanza, la quale ha bisogno di risposte concrete e rapide, rispettose delle libertà e dei diritti della persona e, al contempo, utili a contrastare questo fenomeno con l’azione coordinata ed adeguatamente strutturata di tutti i soggetti aziendali, istituzionali e sociali coinvolti.

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