Micaela Quintavalle – Biografia

Biografia di Micaela Quintavalle

micaela_quintavalle_atac_fbQuesta è la descrizione di un personaggio dei nostri giorni. Una giovane donna classe 1980 che dall’età di 5 anni sogna di diventare un medico.

Pratica, franca e sana, tra abnegazione e desiderio, è la conferma che nel nostro paese ci sia ancora vitalità nonostante tutto. Liceo classico per studiare la lingua greca, base etimologica del linguaggio scientifico.

All’età di 17 anni va a vivere da sola mantenendosi dando ripetizioni, facendo la cameriera e l’impiegata in un Call center.

Appassionata di motociclismo prende le patenti superiori e l’iscrizione ncc all’albo dei conducenti iniziando la sua carriera di autista facendo le prime esperienze con un servizio dell’Atac (la società del trasporto pubblico del comune di Roma) dato in appalto per i diversamente abili percependo uno stipendio di 32.80 euro al giorno per 14 ore di servizio.

Poi comincia la fase del turismo portandola ad attraversare molti stati europei, Russia, Francia, Inghilterra, incontrando gente famosa o semplicemente maledettamente ricca, ma lei nella propria trasformazione quotidiana rimane sempre la stessa pur constatando che la formazione umana di queste esperienze siano uniche nella vita.

Vince anni dopo il concorso per entrare in Atac, fa il corso di formazione, diventa conducente di autobus part time, ma non riesce ancora a frequentare le sospirate lezioni: si alza alle 3 del mattino, attacca a guidare poco prima delle cinque, 6 ore nel traffico, il pomeriggio studia i percorsi da fare il giorno dopo, tra centro di Roma e Tuscolana.

In troppi la criticano, troppi non capiscono: avrebbe guadagnato molto meno per un servizio molto più scadente e faticoso, ma lei mirava ad altro perché finalmente avrebbe avuto il tempo per studiare alla facoltà di medicina e chirurgia alla quale era stata ammessa dopo 7 mesi di intensissimo studio.

Micaela-QuintavalleI primi anni in Atac scorrono sereni; amava il suo lavoro e conviveva col suo compagno studiando tutto il giorno con a fianco i suoi amatissimi cani e gatti, i quali erano i suoi unici momenti di svago.

Dopo l’ennesimo sopruso alla categoria propone nel 2013 una alternativa forma di protesta usando un social network (Facebook) ed organizzando un’assemblea alla quale presero parte tantissimi colleghi. In moltissimi sembrano ascoltarla, ed in moltissimi, anche i più scettici, credettero in lei.

La protesta mette in ginocchio la città, i media ed i cittadini per la prima volta nella storia cominciano ad ascoltare una donna che a differenza di politici, dirigenti ed organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative propone del problema dei trasporti altre prospettive portando alla luce realtà macabre e colluse che nemmeno la più fantasiosa delle menti avrebbe potuto immaginare.

Lo fa senza paura e davanti alle telecamere cominciando a risvegliare una categoria, gli autoferrotranvieri d’Italia.

Con coloro che l’hanno supportata dall’inizio fonda un sindacato senza mai cedere a pressioni o tentativi di corruzione di alcun tipo proiettata verso il bene comune e inseguendo la realizzazione del sogno.

Anche se molte candidature le sono state offerte dichiara di non voler entrare in politica, ma di rimanere al fianco dei lavoratori nella lotta fino a che non diventerà una professionista specializzata in psichiatria.

Ma a quel punto l’Organizzazione Sindacale Cambia-menti M410 avrà la forza ed i numeri di farsi strada da sola.

Micaela Quintavalle

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