Le privatizzazioni delle imprese a partecipazione pubblica

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Evidenziando il fatto che sono sempre i cittadini ed i lavoratori più deboli, a pagare l’incapacità di gestire con efficienza il trasporto in una città come Roma.

La mobilità rappresenta il fattore determinante per rendere una città più moderna, l’Associazione Sindacale Cambia-Menti m410 anche nel 2015 continua a mettere il massimo impegno, sollecitando l’Amministrazione e l’Azienda di trasporto pubblico Capitolina, al fine di garantire non solo la sicurezza dei lavoratori e, soprattutto, la loro valorizzazione, ma anche scongiurare ulteriori difficoltà per i cittadini.

Mai come in questo momento la città è chiamata a confrontarsi con i problemi di spostamento tipici di tutte le grandi metropoli.

Si tratta di una questione che tocca migliaia di persone. Sono pendolari, studenti, turisti pensionati, utenti che si spostano nelle ore di tempo libero. Sono automobilisti, pedoni, ciclisti, utenti del trasporto pubblico.

E’ possibile migliorare un servizio di trasporto pubblico senza necessariamente “svenderlo” ad un qualcuno con l’utopia che funzionerebbe meglio?

La teoria fondamentale della privatizzazione afferma che se lo Stato concede, tramite un idoneo sistema di asta pubblica, il diritto ad adempiere determinate attività economiche, in certe condizioni il sistema privato può conseguire gli stessi obiettivi di equità che sono alla base delle necessità di nazionalizzazione.

Questo significa che, se sono soddisfatte alcune condizioni, il privato può sostituirsi allo Stato senza danni per il Welfare.

Ma le privatizzazioni hanno consentito a grandi gruppi di impossessarsi, a prezzi di svendita, imprese controllate o di proprietà dello stato. Hanno consentito, grazie alla accondiscendente opera legislativa dello stesso stato e dei sindacati, la riorganizzazione del rapporto tra capitale e forza lavoro in termini di licenziamento, flessibilità, contratti a termine e salari più bassi. Ma non hanno risolto le contraddizioni del sistema economico che ha continuato ad aggravarsi. La presunta maggiore efficienza nella produzione e nei servizi, si è risolta per essere il mezzo per aumentare lo sfruttamento del lavoratore nel primo caso, mentre si è assistito ad un progressivo indebolimento dell’offerta nel secondo, pari soltanto al degrado generale delle condizioni di vita della società, dalla previdenza all’assistenza, dai trasporti alla scuola.

Author: Cambia-menti M410

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1 Comment

  1. Orgoglioso di voi…

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