La crisi di Atac S.p.a.

atac1Può una partecipata pubblica, nello specifico, una municipalizzata fallire?
Questa domanda è stata, e ancora lo è tutt’oggi, motivo di contrasto tra vari
orientamenti giurisprudenziali tra i quali prevale quello tendente
all’assoggettamento di queste aziende, soprattutto esercenti servizi essenziali,
ad una procedura di tipo amministrativo (ossia gestita dal Ministero competente
in luogo dell’autorità giudiziaria) finalizzata, più che alla soddisfazione dei
creditori attraverso la liquidazione degli assets, al mantenimento dei livelli
occupazionali e alla continuazione dell’attività d’impresa.
Alle grandi imprese esercenti servizi pubblici essenziali si applicano le
disposizioni contenute nel d.l. n.374/2003 e successive modifiche, in materia di
ristrutturazione aziendale delle grandi imprese in stato d’insolvenza.
Per queste imprese, l’immediata ammissione alla procedura e la nomina del
Commissario Straordinario sono disposte dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o dal Ministro per lo sviluppo economico.
Con il decreto che dispone l’amministrazione straordinaria, la gestione
dell’azienda è affidata al commissario straordinario il quale, può, previa
autorizzazione del Ministero dell’ industria, trasferire l’azienda, o un ramo della
stessa, a terzi attraverso una procedura competitiva assistita da un’adeguata
pubblicità.
Quest’atto di disposizione attira, in particolar modo, l’attenzione della nostra
associazione sindacale, poiché il trasferimento dell’azienda sottoposta a
procedura deroga ai precetti degli artt 2112 e 2560 del codice civile.
Nello specifico, l’art 2112 cc dispone che con l’azienda si trasferiscono tutti i
rapporti di lavoro e tutti i diritti maturati prima del trasferimento dal
lavoratore. Questo significa che l’acquirente è costretto a mantenere tutto
l’organico dell’azienda ceduta ed ha la responsabilità dei diritti maturati sino
all’atto di cessione. Successivamente, ma non nelle more del trasferimento,
l’acquirente potrà “snellire” l’organico attraverso istituti giuridici, tra i quali la
legge 223/1991(licenziamento collettivo) e l’istituto della cassa integrazione.
L’ art 2560cc dispone del trasferimento dei debiti anteriori all’operazione;
l’acquirente è responsabile, in solido con l’alienante(salvo liberazione dello
stesso da parte dei creditori), dei debiti risultanti dalle scritture contabili.
La necessità di garantire il “going concern”(sopravvivenza) dell’azienda, dal
momento che la sua estinzione produrrebbe effetti devastanti in termini di
occupazione e perdita di “know how”, permette di derogare a quanto disposto in
via ordinaria. In buona sostanza, all’acquirente sarà ceduta un’azienda
ristrutturata nel debito e rimodulata nell’organico(non dovendo garantire il
totale trasferimento dei contratti di lavoro), in equilibrio economico, pronta ad
operare sul mercato in regime di monopolio, poiché il concetto di libera
concorrenza( ovvero mercato concorrenziale) cozza nei settori di pubblica utilità.

Scritto da:Quintilio Savina membro direttivo Cambia-Menti m410

Author: Cambia-menti M410

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1 Comment

  1. L’articolo scritto in legalese non risponde alla domanda della prima frase.

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