Il lavoro autonomo

Caratteristiche principali.
Il lavoro autonomo trova previsione nel nostro Codice Civile al libro V, titolo III , Capo I. la molteplicità delle figure autonome disciplinate ci permette di affermare in via generale che tale figura non ha trovato una specifica definizione dal nostro legislatore , ragion per cui si fa principale riferimento alla nozione del contratto d’opera di cui all’art. 2222 c.c., il quale lo definisce come “ il contratto mediante il quale una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con il lavoro prevalentemente proprio e senza vincoli di subordinazione nei confronti del committente”.
Da questa si possono ricavare alcune caratteristiche che permettono di differenziare marcatamente tale tipologia contrattuale da quella del lavoro subordinato.
Innanzitutto, nel lavoro autonomo la prestazione di lavoro tende al risultato dell’opera finita, ovvero al risultato economico dell’attività organizzata dalla parte obbligata. E’possibile che siano stabilite delle condizioni circa la modalità di esecuzione, configurando però al limite un vincolo alla direzione dei lavori ma mai una dipendenza diretta alla parte committente. In questa forma di rapporto, possiamo trovare dunque una sorta di coesistenza tra l’ingerenza del committente e l’esecuzione dell’opera che vede gravare il relativo rischio sempre in capo all’esecutore che rimane obbligato al risultato.
Tanto il lavoro autonomo quanto quello subordinato hanno come oggetto del rapporto obbligatorio il lavoro ,considerato quale attività personale economicamente utile. Nel lavoro autonomo si evidenzia però che :
a)oggetto della prestazione è un’attività finalizzata alla realizzazione di un’opera o un servizio con l’attività prevalentemente personale del lavoratore;

b) la prestazione tende al raggiungimento del risultato, ovvero la fine dell’opera;

c)la posizione del lavoratore gode di autonomia nella gestione e completa discrezionalità circa il luogo,il tempo e il modo di organizzare la propria attività;

In conclusione possiamo riassumere che gli elementi caratteristici del lavoro autonomo sono:
-Assenza di subordinazione gerarchica e tecnica nei confronti del committente;
-assenza di continuità e stabilità della prestazione nei confronti del committente;
-assunzione del rischio da parte del lavoratore;
-prevalenza esclusiva del lavoro personale;
-assenza di vincoli riferibili al luogo, al codice disciplinare, al tempo;
-corrispettivo dell’opera o servizio erogato alla conclusione della prestazione lavorativa e non classificato sulla previsione in termini di giorni, ore, settimane.

Cenni giurisprudenziali sul lavoro autonomo.

1. Qualsiasi attività umana economicamente rilevante è suscettibile di essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato sia di rapporto di lavoro autonomo, a seconda delle modalità del suo svolgimento e del fatto che requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato è il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale discende dall’emanazione di ordini specifici, oltre che dall’esercizio di un’assidua attività di vigilanza e controllo dell’esecuzione della prestazione lavorativa. (Trib. Milano 11/9/2014, Giud. Dossi, in Lav. nella giur. 2015, 203);
2. In tema di rapporto di lavoro, al fine della qualificazione dello stesso come rapporto di lavoro subordinato piuttosto che come di lavoro autonomo, costituisce elemento decisivo in tal senso l’essere il lavoratore inserito stabilmente e in modo esclusivo all’interno dell’organizzazione aziendale in diretta conseguenza all’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro. Nella stessa direzione qualificativa, costituiscono, invece, indici sintomatici della subordinazione, l’assenza di rischio di impresa, la continuità della prestazione, l’obbligo di osservanza dell’orario di lavoro, la cadenza periodica e la forma della retribuzione, l’utilizzazione da parte del lavoratore degli strumenti di lavoro e lo svolgimento della prestazione in ambienti messi a disposizione dal datore di lavoro. (Trib. Milano 21/7/2014, Giud. Di Lorenzo, in Lav. nella giur. 2015, 97);
3. Ai fini dell’individuazione del rapporto di lavoro subordinato, e della sua distinzione da quello autonomo, è determinante la subordinazione, cioè quel vincolo di natura personale che assoggetta il prestatore d’opera, limitandone conseguentemente la libertà, al potere direttivo del datore di lavoro (inerente all’intrinseco svolgimento della prestazione lavorativa), mentre altri elementi, quali la collaborazione, l’assenza di rischio economico, la natura dell’oggetto della prestazione, la continuità di essa, la forma della retribuzione e l’osservanza di un orario, possono avere una portata soltanto sussidiaria, restando peraltro escluso che anche la sussistenza di tutti questi altri elementi possa far qualificare di lavoro subordinato un rapporto in relazione al quale sia accertata la mancanza del predetto elemento determinante. (Trib. Foggia 8/1/2014, Giud. Napolitano, in Lav. nella giur. 2014, 719);

A cura di Dott. Andrea Pagnotta, studio legale in Roma.

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