Il declino contrattuale del Sindacato

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Che i sindacati stiano tergiversando è ormai cosa nota. Tutti si stanno concentrando sulle elezioni per la nuova rappresentanza unitaria in ATAC, perchè finalmente ci si è accorti che dopo quasi 4 anni i mandati sono scaduti.

 

Ora stiamo aspettando che il travaglio coercitivo partorisca un regolamento democratico.

Siamo convinti, di vivere in un Paese libero, democratico e repubblicano la cui validità è fondata, come dice la Costituzione “sul lavoro” e sull’impegno di ognuno di noi.

Tali principi come libertà e democrazia, sono i capisaldi con cui ci accingiamo a formare una nuova realtà sindacale, soprattutto in momento storico come questo, in cui la crisi della rappresentanza sociale ha raggiunto l’apice.

Il declino contrattuale e normativo dimostrano che il sindacato ha più che mai bisogno di una nuova leva di rappresentanti, perchè oggi la sfida diventa più ardua, proprio in un momento in cui va riscostruita una categoria (AUTOFERROTRANVIERI) ferita, sempre se siamo ancora in tempo.

Il prezzo che stiamo pagando da anni è diventato troppo oneroso, e molte realtà lavorative nazionali stanno conoscendo nuove forme di gestione che non sono più pubbliche, ma soggetti privati.

Forse la vita del contratto nazionale è giunta al termine e rappresenta un ricordo da appendere a qualche corridoio di una segreteria sindacale.

Serve più chiarezza da chi si siede al tavolo per discutere il futuro di una categoriaperchè lasciare migliaia di lavoratori e lavoratrici nelle fauci di speculatori senza scrupoli non è proprio eticamente sindacale.

Ma le elezioni sono solo distrazione con cui azienda e sindacati vogliono evitare di far parlare della vera questione: piano industriale e nuovi elementi retributivi, per ora applicati solamente ad una categoria aziendale.

Il primo dovrà dare una brusca sterzata alla gestione dell’azienda, mentre il secondo cambierà la busta paga in modo preoccupante. Il potere d’acquisto del lavoratore, già indebolito dalla sospensione di fatto del contratto nazionale, subirà un altro colpo spostando voci di elementi fissi per farli diventare variabili.

Nella storia della contrattazione collettiva, quella di secondo livello ha contribuito a sostenere il potere di acquisto per quei lavoratori che vivono nelle grandi città come Milano, Roma, Torino, etc, nelle quali il costo della vita è maggiore. Ora si cancella tutta una storia, per far posto ai cosiddetti premi, ovvero si punta alla salute delle persone per meritarsi una quota di stipendio che prima era fissa. Che la condizione del buono stato di salute è aleatoria ne siamo tutti coscienti, purtroppo non siamo immortali, e anzi con l’avanzare dell’età la condizione fisica comincia ad avere i suoi problemi. Ma forse non tutti lo sanno, tanto che i sindacati hanno raggiunto accordi negli ultimi anni nei quali la salute è una componente irrinunciabile, ovvero per meritarsi lo stipendio intero di prima devi stare in ottima salute.

Infine arriviamo per alcune aree professionali e produttive (esclusi per adesso i conducenti e operai), al sistema retributivo aziendale Era1 ed Era2 dove tutto diventa variabile, tutto diventa aleatorio. La cultura è questa, passiamo dalle tutele crescenti del governo, alla raccolta punti che ci premia a fine semestre. Questo è il panorama in cui sindacati stanno firmando, ma prima le elezioni, perchè il vostro voto deve dare loro il consenso a questo ennesimo, vergognoso, peggiorativo accordo.

Se questo è il costo sociale che il lavoratore deve subire per avere un contesto sindacale, meglio cambiare sindacato.

Bisogna quindi concludere che i sindacati sono non solo importanti ma addirittura indispensabili per la giustizia sociale e per il progresso economico ma che tutto ciò può essere raggiunto solo attraverso un radicale cambiamento del loro modo di operare e che questo processo di riforma non può che trovare origine all’interno dei sindacati stessi.

Le organizzazioni sindacali si trovano di fronte ad un bivio: continuare a perdere di potere guardando solo a se stesse o ritrovare il loro indispensabile ruolo attraverso un profondo processo di revisione delle proprie strutture e del proprio modo di operare e di pensare!

NOI CI SIAMO, E TU?

ADESSO E’ GIUNTO IL MOMENTO DI VOLTARE PAGINA!

UNITI SI VINCE UNITI SI PUO’

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