I numeri sono importanti, ma non sono tutto!!!

immaggine logoDal sito del sindacato Fast-Confsal apprendiamo che domenica 11 gennaio a Roma sarà in vigore uno sciopero di 4 ore (dalle 12 alle 16). Ciò che spicca è la decisione di indire uno sciopero in un giorno festivo, dove normalmente è in forza il 50% del servizio, senza dimenticare la coincidenza con la partita di calcio Roma-Lazio in programma alle ore 15:00.

L’intento sembra quasi scontato!!!

Avere un consenso dovuto a due ragioni (secondo l’opinione di alcuni autoferrotranvieri, quindi nessuno vuole avere il verbo della ragione, ma esprimere un parere è legittimamente consentito):

1 il rischio che i colleghi che decidano, per motivi diversi di non aderire, si trovino in condizioni di sicurezza precarie;

2 la coincidenza con il derby spingerebbe anche questa ad un consenso, sebbene alle 16 è prevista la fine della fascia di sciopero.

Questi “trucchetti” oltre ad avere il fine di portare il consenso con numeri da capogiro, perché l’importanza di una protesta nel XXI sec. Si riscontra dai numeri e non dalle idee che si vogliono veicolare, prospettano una cosa ancora più grave…se vogliamo!!!

IN ATAC GLI ATTIVISTI SINDACALI E RSU, NEL COMPARTO GOMMA, NON LAVORANO DOMENICA E FESTIVI. IN QUESTO SPECIFICO CASO I SINDACALISTI DEL FAST NON AVREBBERO DECURTAZIONI IN QUESTA GIORNATA DI PROTESTA PERCHÉ NON SONO IN SERVIZIO (salvo cambiamenti dell’ultima ora).

Quindi ci chiediamo? Perché indire uno sciopero nel quale proprio i principali esponenti del sindacato che lo indice non sono a lavoro e non perdono nemmeno 1 euro?

Riteniamo queste forme di protesta strumentali e inefficaci. Se veramente il Fast è nato come alternativa allora cominci a comportarsi come tale.

I NUMERI SONO IMPORTANTI, MA NON SONO TUTTO…

Author: Cambia-menti M410

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1 Comment

  1. Caro compagno Ferrero la cosa pif9 grave dopo l’ultima sprataa di Berlusconi sulle pensioni e8 che ancora non sento nessuna protesta della signora Camusso, ho sentito la disponibilite0 dl Letta PD e di Casini(avanti DC!! ) ad un governo istituzionale senza Berlusconi, per fare riforme strutturali(sic!!) . Ho la vaga impressione che si voglia ripetere la stessa storia del 1994, quando fatto fuori il primo governo Berlusconi sul suo tentativo di controriformare il sistema pensionistico, la controriforma fu portata a termine dal governo Dini nel 1995 con il voto bipartizan del centrodestra e dell’allegra brigata occhettiana allora PDS e con la sostanziale condivisione della CGIL.

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