I Fatti !!!

immaggine logoLa professione di autoferrotranviere espone il nostro operato all’interesse e al giudizio dell’opinione pubblica.

Tale professione, fornisce alla collettività un servizio essenziale e qualificato, conferisce a chi lo riveste un prestigio e una visibilità ai quali gli organi di stampa non rimangono indifferenti.

Molti giornalisti sono persone corrette, altri tendono a travisare le notizie. E’ spiacevole leggere a volte servizi o commenti che calpestano con disinvoltura la dignità di singoli colleghi o di un intera categoria. Talvolta però capita, al contrario, che ad articoli di stampa non graditi si risponda esponendo solo la verità dei fatti accaduti.

In merito all’incidente avvenuto sabato 10 gennaio ad un collega in servizio sul collegamento L70, sono state riportate dagli organi di stampa varie versioni le quali non hanno base di fondamento.

Di seguito vi riportiamo la testimonianza fatta a RomaPost quotidiano online da chi ha assistito all’accaduto:

Andrea (che ha scelto di non far pubblicare il proprio cognome), di Velletri, autista del 707 che era da poco giunto sul posto col suo automezzo, alla fermata Laurentina-Cecchignola proveniente da Trigoria. In sintesi, secondo la versione di Andrea, il collega dell’ L70 (Alessandro, il cognome non è stato fatto) non avrebbe alcuna responsabilità nell’accaduto.

“L’autista è innocente. Quel ragazzo è uscito molto velocemente e all’improvviso. Il mio collega giungeva a bassa velocità, ha inchiodato ma non ha potuto evitare l’impatto”.

“Non si poteva evitare”. Secondo il nostro testimone, che dice di aver assistito alla prima parte dell’evento guardando lo specchio retrovisore laterale, il giovane, una volta sceso dall’autobus, si è portato dietro l’automezzo e senza guardare se dall’altra parte stesse arrivando qualcuno ha attraversato la strada. Da lì il terribile scontro.

“Ero appena ripartito – dice Andrea – avevo fatto sì e no un metro quando ho sentito un forte rumore alle mie spalle. A quel punto ho subito guardato nello specchietto per vedere cosa fosse successo. Il mio collega, nonostante quel ragazzo sia sbucato all’improvviso, è riuscito a vederlo, ma a quella distanza non poteva far nulla per evitarlo, nonostante la brusca frenata. Io non avrei potuto fare diversamente”.

L’autista è traumatizzato. Come detto anche in un precedente nostro articolo, la vittima è stata trasportata in ospedale dal 118 in codice rosso, quello della massima urgenza.

“Sono tornato a casa alle 5 del mattino – ci dice sempre Andrea – perché ho passato molte ore a spiegare ciò che mi è stato possibile vedere. E stanotte non sono neppure riuscito a dormire. So che il mio collega che ha investito il ragazzo, è traumatizzato”. Se gli si chiede cosa potrebbe rischiare il collega della L70 risponde: “Secondo me non rischia niente. C’erano molti testimoni che hanno riferito come sono andate le cose”.

Poi un rimprovero alla stampa:

“Sono state scritte molte inesattezze”, dichiara Andrea. “Addirittura è sembrato che ad aver investito il giovane fossi stato io. Sono avvelenato e non escludo che potrei denunciare chi ha diffuso notizie false. Aspettiamo di vedere se saranno fatte delle rettifiche ma col nostro sindacato (Cambia-Menti M410) stiamo valutando il modo in cui procedere”.

A Cambia-Menti m410 circa i dettagli sull’incompetenza dei giornalisti di Repubblica, Messaggero e Leggo in merito al suddetto contesto preme dire che:

– L’incidente e avvenuto alle ore 21:40.

– L’incidente e avvenuto a 20 metri dalle strisce pedonali e non in corrispondenza di esse.

– Nessuno ha accusato stanchezza o colpi di sonno.

– Il bus coinvolto era L70 e non il 707.

Ci stringiamo intorno ai famigliari del ragazzo minorenne investito e ci dichiariamo solidali con il collega che è stato coinvolto in questa drammatica vicenda, che può colpire ogni autoferrotranviere, e chiediamo ai giornalisti, che si definiscono tali, di verificare la fonte prima di pubblicare eresie su quotidiani nazionali.

Author: Cambia-menti M410

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