Furto dei cavi di rame sulla Ferrovia Roma-Viterbo

Il furto dei cavi di rame è un problema che affligge le ferrovie ormai da anni.

L’u20130706_furti-di-rame-in-italia-ferrovieltimo episodio risale ad appena una settimana fa quando sulla tratta urbana della Ferrovia Roma – C. Castellana – Viterbo, in due notti consecutive, sono stati sottratti alcuni km di cavi di rame.

Oltre al danno economico intrinseco al valore dei cavi stessi, va aggiunto quello dovuto al notevole disservizio causato, dato che il segnalamento ferroviario della tratta urbana funziona elettricamente. Ciò si traduce in disagi per lavoratori e viaggiatori.

Ora, a fronte di una piaga relativamente difficile se non impossibile da fermare, quali sono le responsabilità dell’azienda che gestisce il servizio in concessione?

C’è da dire che l’azienda, vittima di tali furti, dovrebbe quantomeno fare in modo che il disservizio causato dall’inevitabile furto o tentato furto sia per lo meno il più breve possibile.

Pensare di vigilare le tratte più sensibili è pressoché inutile visto che i ladri possono tranquillamente spaziare su l’intera linea; si rischierebbe perciò di controllare una parte e vedersi sottrarre dei cavi a pochi km di distanza, come già successo.

Escludendo la possibilità di vigilare fisicamente l’intera tratta nell’intervallo notturno, sarà necessario trovare un modo che permetta al personale della sicurezza di intervenire rapidamente nel momento in cui qualcuno si accinga a portare via i cavi.

Essendo la tratta urbana controllata tramite DCO (Dirigenza Centrale Operativa), dove si ha una ripetizione in tempo reale su un quadro luminoso delle condizioni della linea, sarebbe sufficiente far si che la notte fosse presente un responsabile che controlli il quadro e che avverta il personale preposto alla sicurezza al presentarsi di un anomalia, ovvero creare un sistema automatico ottico-acustico che avverta direttamente gli interessati.

In questo modo si ridurrebbe notevolmente il tempo di intervento e di disservizio, impedendo ai ladri di portare via i cavi tagliati.

Infatti gli operai ACEI (Apparato Centrale Elettrico a Itinerari) della stazione di Piazzale Flaminio , che in soli due giorni, con professionalità ed efficienza, hanno ristabilito l’integrità della linea, hanno dovuto ricollegare tra loro cavi che hanno molteplici e complicate funzioni quali possono essere quelle relative ad un impianto elettrico ferroviario.

Potrebbe sembrare semplice, ma operare nel minor tempo possibile, con condizioni atmosferiche sfavorevoli e comunque durante il servizio diventa molto più che impegnativo, soprattutto se, prima di rintracciare la funzione di ogni singolo cavo, è necessario stenderne centinaia e centinaia di metri tra un troncone tagliato e l’altro.

Come già detto non si impedisce il taglio dei cavi, ma sicuramente si scoraggia un malintenzionato che vede vanificare i propri sforzi dalla tempestività dell’intervento aziendale.

Le istituzioni, da parte loro, dovranno fare in modo che le forze dell’ordine cerchino di rintracciare non solo i ladri, ma anche e soprattutto i compratori del rame ricavato dal furto di un bene della collettività confidando che la compravendita del rame sia sottoposta ad una rigida legislazione.

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