CAMBIA-MENTI M410 – Malattia bambino: Art. 47 Dlg. 151/2001, Art. 3 comma 1 L. 53/2000

Malattia bambino: Art. 47 Dlg. 151/2001, Art. 3 comma 1 L. 53/2000

L’assenza per malattia del bambino è un diritto riconosciuto alla madre lavoratrice o al padre lavoratore che consente di astenersi facoltativamente dal lavoro per tutte le malattie di ciascun figlio.
Per malattia bambino, secondo la Circolare 29 dicembre 1976 n° 79 del Ministero del Lavoro, si deve intendere la “modificazione peggiorativa dello stato di salute”, più precisamente “qualsivoglia alterazione anatomica e funzionale dell’organismo, anche localizzata, perciò non impegnativa delle condizioni organiche generali”. In base a tale definizione per fare un esempio non rientra la necessità di un soggiorno al mare o in montagna della madre con il figlio, qualora non strettamente correlato a cure elioterapiche specificatamente prescritte dal medico al bambino.

Chi può assentarsi dal lavoro?

Madre o padre, genitori adottivi o in affidamento, alternativamente (quindi non contemporaneamente per lo stesso evento) per ciascun figlio.
Nel caso un solo genitore sia lavoratore dipendente, il diritto spetta indipendentemente dalla situazione lavorativa dell’altro genitore (autonomo, libero professionista, casalinga, disoccupato).
Durata massima assenza: Senza limiti fino al terzo anno di vita del bimbo e massimo 5 giorni lavorativi all’anno per ciascun genitore dai tre agli otto anni.
Il rifermento è agli anni del bambino (data di nascita) e non all’anno solare.
Retribuzione: durante la fruizione della malattia bambino, al genitore non spetta alcun trattamento economico, fatta eccezione per 10 giorni entro i 3 anni retribuiti al 100% come da CCNL AUTOFERROTRANVIERI.
Visita fiscale: nessun controllo o fascia oraria.
Malattia bambino effetti su pensione, ferie, tredicesima e anzianità di servizio: nel periodo di fruizione del congedo, il genitore matura l’anzianità di servizio ma non le ferie e la tredicesima, ed ha una copertura totale della contribuzione.

Malattia figlio disabile:
In caso di malattia del figlio disabile ai sensi della Legge 104/92, l’assenza del genitore e la fruizione dei permessi e i riposi della madre o del padre previsti dalla medesima Legge, possono essere sommati a quelli del congedo parentale e per la malattia con le seguenti modalità:
• Dalla nascita fino ai 3 anni di età del figlio: i genitori hanno diritto al congedo parentale, fatta eccezione per i casi in cui il bimbo è ricoverato a tempo pieno presso strutture sanitarie specializzate, qualora la loro presenza non sia richiesta dalla struttura. Oltre a 2 ore di riposo al giorno.
• Da 3 a 18 anni di età del figlio con handicap grave: il genitore ha diritto al prolungamento del congedo, ovvero, a 3 giorni di permesso al mese frazionati o continuativi.
• Dopo i 18 anni di età del figlio: si ha diritto a 3 giorni di permesso anche continuativi, a patto che il figlio disabile convivente o meno con il genitore richiedente convivente, sia assistito in modo esclusivo e continuativo dal genitore.
Retribuzione e contributi: in caso di prolungamento del congedo parentale oltre gli 8 anni di età dal bambino con handicap grave, il genitore ha diritto ad una retribuzione pari al 30% dello stipendio mentre per i riposi e permessi retribuiti 104, è completa. Per quanto riguarda la contribuzione nei suddetti periodi, invece, sono sempre garantiti i contributi figurativi.

SPECIFICHE ATAC

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