CAMBIA-MENTI M410 – Finalmente si parla di Sicurezza del Trasporto Pubblico…… Ma perché solo quando ci sono delle vittime innocenti?

Sicurezza del Trasporto Pubblico...

COMUNICATO STAMPA

“È preciso dovere di tutti, a partire dalle istituzioni, garantire l’incolumità di passeggeri e addetti.”
Con queste parole la fit Cigl Lazio apre il suo comunicato pubblicato il 13 lug 2016 di cui ne condividiamo il cordoglio per i familiari delle vittime coinvolte nella tragedia ferroviaria pugliese e la richiesta di maggiore sicurezza per personale ed utenza.
Ma quello che ci lascia basiti è leggere una richiesta proprio della Cigl di diminuzione di rischio introducendo innovazioni e sistemi di sicurezza maggiori sulla Roma C. Castellana Viterbo.
Quella stessa Cgil che, assieme a Cisl e Uil, nel 2012 non fece nulla per opporsi all’introduzione di una revisione del regolamento di esercizio ove non vi erano neanche cenni di aumento della sicurezza.
Anzi tutt’altro.
Forse i signori non ricordano che questo regolamento prevedeva, esclusivamente per la tratta urbana, la cancellazione definitiva del ruolo di Capotreno e l’affidamento della condotta dei convogli ad un’unica figura denominata “Agente Unico” non curandosi affatto dell’inesistenza di alcun minimo requisito di sistema di sicurezza previsto per le ferrovie che adottano questa modalità di condotta, aumentando in modo considerevole il “rischio per passeggeri e addetti”, contrariamente a ciò che oggi auspicano.
Forse i signori non ricordano che a quel tempo abbandonarono i lavoratori in preda al loro destino assieme alle loro urla disperate di allarme giunte fino al Ministero dei Trasporti, USTIF, forze dell’ordine e Vigili del Fuoco.
Un destino che fortunatamente si rivelò clemente per via di un terremoto ai vertici aziendali che fece crollare il progetto già reso operativo.
Forse i signori non ricordano che avallando l’aumento indiscriminato della produttività per il personale viaggiante, come da accordo del 17 luglio 2015, hanno incrementato il rischio incidenti dovuti all’eccessivo carico di lavoro in una città come Roma che per quantità di utenza trasportata non è assolutamente paragonabile a nessun’altra città italiana.
Forse i signori ricordano che la sicurezza è importante solo dopo incidenti che scuotono il mondo del lavoro e l’equilibrio di vita di molte famiglie italiane.
Forse hanno dimenticato che il dovere di un sindacato è anche quello di vigilare su chi deve fare e poi non fa ovvero chi fa e non dovrebbe.
Usiamo il “Forse” perché ormai siamo quasi convinti che le cose non accadano più per disattenzione o superficialità ma perché ovviare all’errore umano é troppo costoso e chi dovrebbe denunciare si dimentica di farlo.
Siamo stufi di tali livelli di ipocrisia.
I lavoratori sono stufi di questo finto modo di fare sindacato.

LA SEGRETERIA REGIONALE ROMA E LAZIO

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