atac – Un PIANO INDUSTRIALE inidoneo, insufficiente ed inattendibile : quali sorti per Noi Lavoratori?

Roma, 23/03/2018

Da notizie giornalistiche, in data odierna, si apprende che il Tribunale Civile di Roma, Sez. Fallimentare, a seguito del procedimento di verifica avviato con ricorso in data 18 settembre 2017, ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato preventivo in continuità aziendale. Le medesime notizie giornalistiche dicono che la prossima udienza innanzi al Tribunale è fissata al 30 maggio 2018.

Presumibilmente, l’azienda dovrà riaprire il capitolo “piano industriale” per renderlo congruo ed idoneo rispetto al decreto che ne ha dichiarato la inammissibilità.

La scrivente O.S., non avendo sottoscritto gli accordi aziendali riguardanti l’aumento del carico di lavoro per varie e notevoli motivazioni, è stata inspiegabilmente tagliata fuori dai successivi  tavoli di confronto, nonostante il doveroso buon senso aziendale ad ascoltare tutti i lavoratori, diversamente rappresentati in azienda.

Ma v’è di più. Non solo Cambia-Manti M410 non è stata più invitata alle trattative ma, come la stragrande maggioranza dei lavoratori, è stata formalmente tenuta all’oscuro del testo integrale del Piano Industriale recante le misure adottate e presentate in Tribunale: le stesse misure oggi ritenute dal Tribunale non idonee a garantire la continuità aziendale. Una notizia, a dir poco, agghiacciante, che ha procurato ansia e notevole preoccupazione in tutti noi.

Un piano  industriale ritenuto inidoneo, approssimativo, oggetto di notevoli osservazioni e prescrizioni da parte dei PM e dei giudici, stime inattendibili, insufficienti ed inidonee, un anomalo costo sostenuto da Atac per lo studio legale incaricato nella procedura che si aggira intorno ai 300mila euro,  erogati ad agosto 2017, tutte risultanze che oggi sembrano inquietanti e intente anche a dare ragione, almeno in parte, alle proposte presentate da Cambia-Menti M410 ad ottobre 2017, in fase di avvio delle trattative sul piano industriale.

E’ troppo semplice tentare di risanare un’azienda scaricando tutto sui lavoratori dipendenti, soprattutto sui lavoratori Autoferrometrotranvieri.

Da dicembre cadono a pioggia accordi aziendali – da M410 mai sottoscritti – che aumentano la “produttività” degli Autoferrotranvieri, aumentandone l’orario di lavoro.

Sin da subito, Cambia-Menti M410 aveva chiarezza sulla “banalità” di un piano industriale quasi tutto concentrato sulle voci di costo riguardanti il personale viaggiante ed ha, infatti, presentato proposte anche più sostanziose osservando i gravissimi fatti riguardanti le procedure di appalto, le carenze nei settori della manutenzione che impediscono di avere vetture idonee al trasporto pubblico, la valutazione della “domanda-offerta” del servizio in base alle zone (essendoci zone servite in via eccessiva rispetto alle reali esigenze e zone, invece, più carenti),  la risoluzione stragiudiziale di contenziosi civili, commerciali, lavoristici (risultano voci di costo di notevole entità quelle riconducibili a consulenze e a contenziosi/spese legali) e tante tante altre proposte.

Considerato che su istanza di un creditore e/o anche del pubblico ministero, accertati i presupposti, il Tribunale adito può dichiarare il fallimento di Atac Spa, siamo tutti fiduciosi in esiti positivi per l’udienza fissata al 30 maggio 2018.

Abbiamo già formalmente chiesto ad Atac Spa di renderci partecipi a tutte le ulteriori prossime attività di consultazione ed informazione riguardanti nuove integrazioni e modifiche al piano industriale, sia per apportare contributi ed eventuali idee sia per avere una giusta, equa e trasparente conoscenza dei fatti che riguardano Atac Spa, in rispetto dei lavoratori che l’O.S. rappresenta e tutela responsabilmente.

A nostro avviso, il Concordato Preventivo in continuità aziendale resta la scelta tecnicamente più idonea a garantire la prosecuzione aziendale, per il bene di cittadini, di lavoratori e di creditori, essendo la prestazione del servizio pubblico l’unico mezzo idoneo a procacciare liquidità immediata utile alla “ripresa”.

Ci auguriamo con tutto il cuore che il piano venga rivisitato al meglio per superare il vaglio giudiziario di maggio!

 

 

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