atac Spa: blocco “cambi turno consensuali” ed estromissione dai quadri “turni fissi”

 

Roma, 10/04/2018

 ATAC Spa: blocco “cambi turno consensuali” ed estromissione dai quadri “turni fissi”

 L’ennesima caduta di stile!

Da notizie giunte da alcuni nostri iscritti, si apprende che l’azienda rigetta da qualche giorno le richieste che i lavoratori presentano per essere autorizzati al “cambio turno consensuale”. Il “cambio turno consensuale” risulta essere una prassi aziendale consolidata e pacificamente attuata non provocando alcun danno – almeno apparente – alla azienda: la prestazione lavorativa viene adeguatamente assolta come da obblighi contrattuali e non è una formula per eludere l’impegno lavorativo.

I medesimi lavoratori, presentando domanda sui motivi del diniego, hanno ricevuto come risposta verbale dai loro responsabili di rimessa che la causale del diniego risiede nell’avere “aperto” un irragionevole numero di guasti delle vetture interrompendo il servizio.

Questa condotta rasenta gli estremi della persecuzione vera e propria consistendo, oltretutto, in una evidente discriminazione tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni.

L’azienda, per mesi e da mesi, ha negato l’erogazione degli ANF, Assegni per Nucleo Familiare e non eroga gli importi arretrati dovuti; non ha erogato quote ERA e correlato conguaglio annuale; non concede ferie; ha aumentato il carico di lavoro con un incremento notevole dell’orario di lavoro  per Autoferrotranvieri lasciando di fatto invariati i turni agevolati per RSU; ha disposto la variazione unilaterale dell’orario dei contratti part time ed altre discutibili decisioni; si assiste, inoltre, anche alla riduzione costante delle corse “riservate”, in alcune rimesse (come Tor Vergata),  con ulteriore aumento del disagio per la vita privata del lavoratore. Non concede permessi per motivi di studio!

Questo lavoro diventa sempre più gravoso ed ogni conquista del passato viene quotidianamente sgretolata da decisioni  affrettate e oggettivamente anche inutili. Si può mai salvare un’azienda con questi ridicoli sistemi di coercizione e di perdita di dignità dei lavoratori? E cosa ne sarà della sicurezza dei lavoratori e degli utenti a bordo? E chi dice che i guasti aperti siano tutti “infondati” e punibili? E se tutti iniziassimo a temere ritorsioni solo per denunciare i guasti cosa potrebbe accadere per la nostra incolumità?

Sono stati spesi circa 12 milioni di euro per avviare le procedure di stesura di  un piano industriale a quanto pare tutto da rivedere, a parere del Tribunale Fallimentare, eppure si continua in una direzione che suscita derisione da un lato e rabbia dall’altro!

Per queste ed altre ragioni, CAMBIAMENTI M410 si mostra contrario ad ogni scelta di questo tipo e si impegnerà per difendere i lavoratori onesti e corretti in ogni situazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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