Atac Roma

Atac Roma – La sua storia in breve

atac romaSperiamo di essere alla fine di un periodo nel quale Atac, la più grande e storica azienda d’Italia di trasporto pubblico, ha conosciuto la sua più grande crisi. È curioso che un’azienda sovvenzionata dallo stato destinata ad erogare un servizio pubblico agonizzi da circa 4 anni, senza che ci sia un intervento deciso dello stato per riassestare sia le casse, sia l’organizzazione che gestisce il colosso Romano. Com’era prevedibile la storica azienda capitolina sta dividendo l’opinione pubblica, ancor prima che quella politica, se sia giusto o meno privatizzare o addirittura lasciarla al suo destino facendola fallire. Ovviamente la stampa ha calcato la mano e purtroppo anche parte della gestione ci ha messo del suo per spingere l’opinione di molti a voler cancellare con un tratto di penna una storia centenaria. È inutile star qui a ricordare le vicende quanto mai penose in cui è stata coinvolta la nostra amata azienda, sta di fatto che siamo nel mare di nessuno e da qualche anno si naviga a vista aspettando che qualcuno governi questa nave fantasma e la porti, o meglio la riporti nuovamente verso la terra promessa. Se potessimo fare più di un passo indietro, Atac era un’azienda efficientissima, che logicamente aveva un costo assai importante, ma la cui qualità del servizio era riconosciuta da tutti, proprio quello che oggi si è volutamente dimenticato di fare. Le logiche politiche non tengono mai conto delle potenzialità che un’esperienza centenaria come quella di Atac può dare, o forse come in questo caso, non si vogliono tener conto per fare posto ad interessi esterni che volentieri morderebbero l’osso succulento. È curioso che un servizio poco remunerativo e con un prezzo politico sia così attrattivo, ma le dinamiche hanno sempre un filo logico, e verso il trasporto pubblico in Italia c’è un interesse pressante che da anni punta a ottenere fette di gestione del trasporto. Ovviamente la logica non può tener conto degli effetti collaterali, soprattutto quando la materia è delicata se si tratta di servizio pubblico.

Proprio in questi giorni il trasporto pubblico gestito dal privato si è fermato per più di una settimana perchè gli operatori non percepivano lo stipendio da tre mesi, e il reddito è il diritto basilare su cui non c’è e non ci dev’essere trattativa. Una settimana nella quale l’informazione ha volutamente taciuto perchè c’era, e c’è ancora in ballo, la questione che far passare il messaggio che il privato è un probabile fallimento non sia possibile. E questa esperienza che i nostri colleghi della Roma tpl, perchè colleghi sono, hanno vissuto, impone una riflessione seria sulla possibilità di far gestire tutto il servizio al privato. Come fanno a conciliare le logiche del privato con un servizio pubblico di prima necessità come il traporto collettivo? A questo punto bisogna serrare i ranghi, perchè difendere Atac non è una questione prettamente aziendale, riguarda tutti, riguarda Roma e i suoi cittadini. Siamo coscienti che negli ultimi anni la nostra immagine non sia stata il massimo della professionalità, ma sfidiamo chiunque ad operare sempre in condizioni precarie, con automezzi vecchi, e con una gestione fallimentare che stranamente agli occhi dell’informazione era quella meno responsabile, lasciando ai dipendenti la colpa della crisi del trasporto pubblico romano. Purtroppo non siamo fortunati con la stampa, perchè la nostra immagine di tranviere è stata immancabilmente descritta come fannullona, egocentrica, poco professionale e irresponsabile, e tutto questo ha portato a un’escalation di aggressioni, che dal 2010 sono quadruplicate. Potremmo tranquillamente affermare che le aggressioni sono direttamente proporzionali alla qualità del servizio che offriamo, anche se questo non legittima l’inciviltà delle persone. Siamo certamente convinti che un processo di dialogo con l’utenza diventi inderogabile, per molte ragioni, affinché ogni singolo cittadino contribuisca con le tasse a sostenere un servizio essenziale non solo per legge ma per necessità. E come loro anche noi siamo contribuenti, con il privilegio se si può chiamare così, che capiamo per primi quanto sia importante l’azienda Atac. La riconciliazione potrebbe portare ad un’azione comune nei confronti della politica per obbligarla a reinvestire seriamente nel trasporto, perchè il trasporto pubblico più che mai deve proiettare Roma nel futuro, e soprattutto nella dimensione che le altre capitali europee hanno grazie alle politiche vincenti introdotte negli anni passati. Siamo convinti che il cammino storico e glorioso di Atac sia stato sospeso nel tentativo di distruggere una storia che appartiene a tutta la città. Il tranviere romano è stato protagonista in molti famosi film, interpretato da attori del calibro di Aldo Fabrizi, Adriano Celentano, e questo dà il senso di quanta importanza avesse tale figura. Anche se sono tempi lontanissimi l’importanza sociale del tranviere Atac non è cambiata, e anzi, se teniamo fede all’auspicio quanto detto prima in fatto di investimenti seri, la figura del tranviere inevitabilmente esce rafforzata ed è chiamata a contribuire in modo determinante alla rinascita di Atac e di tutto quello che ha rappresentato in cento lunghissimi anni.

Siamo pronti ad accettare la sfida di rilancio come abbiamo accettato la sfida di formare un’altra Organizzazione Sindacale, perchè il nostro futuro ha bisogno di nuove forze con i valori ereditati dal passato. Ognuno è chiamato a fare la propria parte e la politica non ha più tempo per pensare: ad oggi migliaia di romani reclamano un servizio pubblico degno della storia gloriosa di Atac.