ATAC è trasporto pubblico!!!

atac_bilancio_2013_perditaIl 6 marzo 2015 -ATAC aderisce ad AGENS, l’Associazione che rappresenta gli interessi del settore dei trasporti e dei servizi nel sistema di Confindustria.

AGENS è stata costituita il 28 febbraio 1992, in concomitanza con la trasformazione di FS in società per azioni, con l’obiettivo primario di integrare FS nel sistema nazionale delle imprese private.

Il Consiglio Direttivo di AGENS ha ratificato l’adesione di ATAC alla propria Associazione.

Le motivazioni alla base della nuova adesione sono state ripercorse durante i lavori del Consiglio e attengono alla volontà espressa da ATAC di portare avanti con estrema decisione una forte vocazione imprenditoriale, supportando le scelte industriali sulle quali si sta incamminando con la modernizzazione dell’assetto regolatorio e di rapporti industriali del TPL, da promuovere insieme alle altre grandi aziende del settore già presenti in AGENS.

AGENS, per parte sua, si è dichiarata pronta a fare per intero la parte che le compete per coadiuvare le aziende in questo necessario percorso di rinnovamento, condividendo appieno con ATAC l’idea che la vocazione di servizio pubblico ai cittadini possa e debba coniugarsi con criteri di gestione efficiente, improntata all’economicità dei processi produttivi, nella convinzione che il trasporto pubblico locale di qualità sia il modo migliore non solo per servire una comunità ma per rappresentarne il grado di sviluppo e progresso.

La vicenda della malagestione dell’azienda di trasporto del comune di Roma oggi prende una strada che ci fa riflettere.

Un’azienda con un secolo di storia, bene comune dei romani, partecipata del Comune di Roma e dei Comuni limitrofi. In molti hanno millantato la risoluzione di un problema finanziario (il deficit dell’azienda causato da anni di sprechi imputabili alla cattiva amministrazione da parte dei riciclati della politica cittadina) e prospettato il miglioramento del servizio per gli utenti.

Ma oggi con l’adesione ad AGENS si prospetta forse un passaggio ad una eventuale gestione privata del “patrimonio pubblico” romano. Eppure non tanto tempo fa si era fatto un referendum nazionale che aveva decretato l’opposizione della maggioranza dei cittadini italiani alla gestione privatistica dell’acqua e dei servizi pubblici essenziali, compreso quindi il trasporto locale.

La privatizzazione di Atac forse prosegue?

Non ci è dato saperlo, ma un dato di fatto è che la riduzione del servizio è già stata avviata con il taglio di 19 milioni di chilometri, e colpisce i lavoratori attraverso un aumento dei carichi e dell’orario di lavoro e gli utenti che si trovano un servizio ridotto all’osso.

Se una consultazione referendaria non è presa in considerazione per argomenti molto delicati come l’interesse pubblico, e soprattutto irrinunciabili, siamo preoccupati come la politica non ascolti l’opinione pubblica, stessa cosa accade a Foggia e Provincia.

Il percorso che la politica ha palesemente intrapreso per privatizzare la gestione di alcuni servizi essenziali, dimostra la conclamata incapacità che prima ha indebitato queste aziende in modo quasi terminale, poi cerca di salvare tutto concedendo la gestione a chi non ha nessuno interesse a erogare qualità, ma il profitto è la principale regola. Profitto e qualità si ottengono se c’è una severa e responsabile gestione, ma se la politica a fatica ha controllato le proprie aziende, siamo convinti che a maggior ragione non lo farà per controllare le aziende private, e questo per buona pace dei concessionari. Il taglio di 19 milioni di km al servizio di trasporto pubblico di Roma, è la fotografia esatta di come l’incompetenza regna sovrana, e una cultura vera e propria manca ai dirigenti politici quando si interessano di trasporto pubblico.

Le buone intenzioni rimangono impresse nelle leggi, soprattutto nella Legge146/90, dove si tutela il diritto sacro santo della mobilità ai cittadini, sancito con l’articolo 16 della Costituzione, ma forse non tutti considerano il fatto che il diritto e la tutela sono inscindibili, e la gestione degli ultimi anni, i buchi di bilancio, il taglio delle risorse umane, sono segnali preoccupanti per tutto il settore, e anche per il cittadino, che oltre a non veder rispettato il proprio volere espresso palesemente in sede di consultazione referendaria, vede sottratti ulteriori diritti.

Author: Cambia-menti M410

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