ATAC – CAMBIA-MENTI M410 – LA LIBERALIZZAZIONE NON LIBERA!

Che ognuno di noi possa avere un’opinione diversa, questo è il sale della democrazia.
Non possiamo, però, rimanere indifferenti di fronte alla propaganda-slogan del partito radicale che sta usando la raccolta firme per indire un referendum come consenso partitocratico.
Scopo del referendum è “smantellare” ATAC Spa, oggi totalmente partecipata da Roma Capitale, e mettere a gara pubblica il servizio del Trasporto Pubblico Locale capitolino.
La situazione di Atac dal punto di vista economico, finanziario, e aggiungiamo noi con molta onestà intellettuale, anche etica è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, far passare l’idea che la privatizzazione dei servizi pubblici sia la panacea di tutti i mali è gravemente falso e fraudolento. Nel confronto che noi stiamo sostenendo con molto coraggio, abbiamo scelto di essere dalla parte dei cittadini e dei lavoratori e rimaniamo convinti che una gestione pubblica, soprattutto severissima, è l’unica via percorribile per ridare un servizio efficiente e di qualità agli utenti. Siamo altrettanto coscienti che questa posizione che abbiamo assunto, oltre ad essere impopolare, ci mette nella condizione che le nostre ragioni sono spesso inascoltate, battezzate come difesa della categoria; questo è assolutamente infondato per due ragioni principali: la prima è politica, dato che la politica stessa getta la spugna, sconfitta dalla propria incapacità a salvaguardare il bene pubblico, e mette nelle mani del privato quello che lo stato non riesce a controllare; la seconda ragione riguarda la campagna mediatica diffamatoria che negli anni ha costruito l’immagine negativa di una categoria di lavoratori, gli Autoferrotranvieri, come unica responsabile del disastro del trasporto pubblico nazionale e locale.
Nel bel paese, regno del conflitto d’interessi, patria indiscussa di Tangentopoli, non siamo meravigliati che organi di stampa nazionali, attraverso propri editori, abbiano interesse trasversali sul cambiamento epocale del trasporto pubblico.
Se l’opinione pubblica ormai è convinta che il privato sia l’unica soluzione e – soprattutto come sostengono i radicali attraverso le proprie locandine – che addirittura aumenterebbe la qualità, vogliamo, invece, ricordare che dal Giubileo del 2000 buona parte del trasporto pubblico romano è dato in gestione proprio ad un consorzio di privati con risultati deludenti agli occhi di tutti: il costo al km raddoppiato, mancati versamenti contributi previdenziali ai lavoratori, reiterati e abominevoli ritardi nell’erogazione di retribuzioni ai dipendenti, parco vetture pagate dai contribuenti, tutto questo con lo stesso contratto di servizio che osserva Atac.
Insomma, se lo stato non riesce a controllare se stesso, immaginate con quale etica il privato controlla e gestisce correttamente un bene pubblico dal quale, oltretutto, avrebbe un ricavo limitato.
Entrando nel merito della questione appalti, grande boccone succulento della corruzione, interessante la relazione annuale della Guardia di Finanza sull’anno 2016: i reati sulla pubblica amministrazione sono triplicati rispetto a quelli del 2015 e il settore interessato è proprio quello delle gare di appalto per affidamento di servizi, opere e forniture a privati. Quando il servizio pubblico ha un prezzo politico, proprio per la sua natura di diritto universale accessibile a tutte le classi sociali, se il privato entra nella gestione cosa fa?O aumenta il costo del biglietto o per mantenere il costo del biglietto taglia i costi da un’altra parte, per esempio nella sicurezza e nella manutenzione. Nessuna impresa privata opera sul mercato senza la logica del profitto e del lucro commerciale.
Pertanto, la politica non solo è responsabile ma diventa oltremodo irresponsabile e incurante delle sue funzioni quando regala ai privati un bene pubblico consistente nel servizio pubblico essenziale del trasporto locale! Su questo punto richiamiamo la classe dirigente ad un’azione seria e consapevole per rilanciare una proposta qualitativa del trasporto pubblico: se di bene pubblico parliamo, il bene appartiene alla società e non al capitale.
L’appello che facciamo è quello di fare tutti una riflessione ragionata e profonda su un ritorno alla legalità e al ripristino di stretti vincoli di vigilanza istituzionale sulla società pubblica di ATAC Spa, lasciando da parte l’idea dell’affidamento del servizio ai privati che aprirebbe inevitabilmente solo un altro nuovo saccheggio sul bene pubblico da parte del profitto di pochi imprenditori, con il noto giro di affari della moderna tangentopoli fatta di scambi di piaceri, appalti, subappalti, in una catena di associazioni a delinquere in cui scorrono fiumi di denaro pubblico, con servizi pubblici scadenti e in via di peggioramento. Del resto, purtroppo, le esperienze di altre grandi città italiane ci danno solo ragione!

VI ASPETTIAMO PER IL DIBATTITO-ASSEMBLEA CHE SI TERRA’ GIOVEDI 27 LUGLIO 2017 ORE 13:00 PRESSO L’HOTEL ARISTON A ROMA, VIA TURATI, PER UN CONFRONTO PACIFICO E COSTRUTTIVO.

Author: Cambia-menti M410

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *