ATAC – CAMBIA-MENTI M410 – INTERNALIZZAZIONI, SI O NO?

A dispetto della tanto sbandierata internalizzazione da parte di ATAC dei vari servizi e delle varie manutenzioni, alcuni segnali ci fanno riflettere e soprattutto ci fanno drammaticamente domandare se in realtà la tendenza non sia quella di puntare alla privatizzazione.

L’inasprimento delle condizioni base di lavoro per i dipendenti che hanno visto svalutare la propria paga oraria e penalizzare eventuali assenze dovute a ragioni che dovrebbero essere tutelate come i permessi per legge 104, la malattia o i permessi per donazione sangue, sembrano soltanto lo specchietto per le allodole per eventuali compratori. Ovviamente rilevare un’azienda dove i lavoratori sono meno tutelati è più allettante che prenderne una in cui lavoratori possono difendersi.

Significativa è poi la totale mancanza di assunzioni nel settore operaio che da quasi dieci anni non vede nuove forze varcare i cancelli aziendali. Dato, questo, incontrovertibile e allarmante se si considera che un eventuale nuovo assunto sarà effettivamente in grado di svolgere indipendentemente il proprio lavoro solamente dopo trascorsi alcuni anni, necessari ad accumulare esperienza e nozioni in un settore così particolare ed esclusivo.

Altro dato che agli addetti ai lavori non sfugge è la presenza già massiccia di ditte esterne che effettuano lavorazioni una volta effettuate dall’azienda stessa, senza contare quelle situazioni che fanno nascere degli interrogativi immediati, come ad esempio vedere stazioni riverniciate da dipendenti della Multiservizi, chiaramente non specializzati a riguardo, invece che dai dipendenti ATAC del reparto Arte e Fabbricati.

Quali e quanti di questi appalti sono realmente necessari?
Chiunque usi i mezzi pubblici e sia messo a conoscenza di quali siano le lavorazioni e gli appalti dati all’esterno si porrebbe sicuramente un interrogativo: qualora i lavori effettuati presentino una forma di non regola d’arte sarebbero risarciti da qualcuno? E sotto quale formula?
Le stazioni della tratta urbana della Roma C. Castellana Viterbo che dopo pochi anni dalla realizzazione hanno la pavimentazione delle banchine dissestata rappresentano la normalità o una sporadica eccezione?

È chiaro che con queste premesse il referendum proposto dal Partito Radicale e la solita campagna diffamatoria da parte dei giornali assumono un significato tutto nuovo, cosi come ci spaventa non poco la direzione presa dal governo con l’intento di cancellare il regio decreto 148/31, che, a dispetto della sua vetusta età, è ancora assolutamente attuale in morte sue parti e rappresenta l’incipit attraverso il quale non solo l’autoferrotranviere basa la sua vita lavorativa.

Certamente ciò che stiamo denunciando adesso agli occhi del lettore o del passeggero distratto può significare meno di niente dal momento che l’unica preoccupazione che si ha è trovare un mezzo che lo porti il più velocemente al lavoro o a casa. Ma per chi è cresciuto nel mondo del trasporto pubblico locale tutto ciò è assolutamente intollerabile soprattutto quando chi calpesta impunemente i più elementari diritti non è stato eletto da nessuno ed esercita una carica in maniera del tutto arbitraria.

 

LA SEGRETERIA REGIONALE
ROMA E LAZIO


Author: Cambia-menti M410

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