ATAC – CAMBIA-MENTI M410 – Intendiamo impugnare la legge 81/2008 e fare in modo che l’autobus, ovvero qualsiasi altro mezzo pubblico ove il personale viaggiante svolge il suo lavoro, sia considerato “posto di lavoro”. Vi spieghiamo il perché…

Disposizione gestionale aria condizionata image

 

Spettabile Società Atac S.P.A.,
facendo riferimento alla disposizione “integrazione modalità di gestione dei guasti flotta di superficie” affida dal 21 giugno 2016 nelle rimesse, non possiamo che contestarne integralmente il contenuto.
In primo luogo se l’impianto di climatizzazione non è elemento “obbligatorio per l’omologazione”, non c’è dubbio che esso lo sia negli Autobus e Tram ATAC, in quanto essi costituiscono a tutti gli effetti “luoghi di lavoro” nonostante le distorsioni legislative nate dalla interpretazione dell’art. 30 comma 2 del D.Lgs 626/94 che recita”le disposizioni del presente titolo (Titolo II – Luoghi di lavoro) non si applicano: a) ai mezzi di trasporto…” estendendo tale esclusione a tutto il D.L.gs 626/94.Il titolo II chiaramente NON PUO’ essere applicato ai mezzi di trasporto perchè elenca una serie di condizioni igieniche e strutturali che devono essere rispettate per i luoghi di lavoro tipo altezza, cubatura, ricambi d’aria, ecc. che nel caso dell’autobus sono vincolate da altre norme quali quelle della Motorizzazione. Mentre l’art.1 (Campo di applicazione) recita “1. Il presente decreto legislativo prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici”. Quindi il datore di lavoro di una azienda di trasporti, sia pubblica che privata, deve eseguire la Valutazione del Rischio anche per gli autisti e di conseguenza sottoporre i lavoratori, se nella Valutazione ne emerge la necessità, ad accertamenti sanitari mirati su indicazione del Medico Competente.
Ebbene, il microclima che si viene a creare d’estate, senza un impianto di aerazione e condizionamento efficienti, è INSALUBRE. Questo vale alle 08.00 di mattina ed alle 20,30 e naturalmente la situazione si aggrava nelle ore centrali del giorno. E’ inaccettabile, dunque, che si ponga il divieto agli autisti di aprire il guasto solo dopo le 10.00 e prima delle 20.00, atteso che le problematiche di afa, eccessiva umidità, temperatura non adeguata per consentire al conducente di attendere in sicurezza ai propri doveri possono verificarsi anche al di fuori della fascia oraria, da voi arbitrariamente indicata.
Ancorché la norma non faccia riferimento alla temperatura dei luoghi di lavoro, in considerazione del fatto che tale aspetto può variare in base alla tipologia del lavoro. Per chi ha la responsabilità di guidare un autobus o un tram a Roma, generalmente si ritiene che la temperatura debba oscillare fra 19 e 24 gradi.
Qui di seguito ci teniamo a ricordare a tutti noi, quali sono le regole che il T.U. sulla Sicurezza impone nella sezione riservata al microclima nei luoghi di lavoro:
9. Microclima
1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi
1.9.1.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di areazione.
1.9.1.2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori.
1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa.
1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.
1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.
1.9.2. Temperatura dei locali
1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.
1.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell’aria concomitanti.
1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali.
1.9.2.4. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro.
1.9.2.5. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione.
1.9.2.6. Gli apparecchi a fuoco diretto destinati al riscaldamento dell’ambiente nei locali chiusi di lavoro di cui al precedente articolo, devono essere muniti di condotti del fumo privi di valvole regolatrici ed avere tiraggio sufficiente per evitare la corruzione dell’aria con i prodotti della combustione, ad eccezione dei casi in cui, per l’ampiezza del locale, tale impianto non sia necessario.

Vi invitiamo, dunque, a rettificare immediatamente tale disposizione, prevedendo sempre la possibilità di aprire il guasto e sostituire la vettura, nel rispetto dei principi di dignità e sicurezza di ogni lavoratore.

SEGRETERIA REGIONALE ROMA E LAZIO
SICUREZZA SUL LAVORO

Author: Cambia-menti M410

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