ATAC – CAMBIA-MENTI M410 – Conoscere la storia passata per interpretare quella presente e futura.

ALITALIA … QUALCOSA DOVREBBE INSEGNARCI…”

Forse siamo alle battute conclusive sull’annosa storia della nostra compagnia di bandiera. Alitalia si trova di fronte a un bivio dal quale la scelta della direzione potrebbe non avere una via di ritorno. Ma, dando uno sguardo al passato, vediamo che la gestione di questa gloriosa azienda ha affrontato più di una crisi. I primi che si avvicinarono per rilevarla interamente furono i cugini di Air France, ma il cambio di governo gettò le basi per consegnare Alitalia nelle mani di quelli che passarono alla storia come i “Capitani coraggiosi”. C.A.I., acronimo di compagnia aerea italiana, non cambiò le sorti della crisi profonda nella quale l’azienda si era da tempo impantanata.

Si cercò un partner e gli Emiri di Etihad si fecero avanti, prendendo il 49% della compagnia. In questi passaggi, le ristrutturazioni furono a carico dei lavoratori con esuberi e tagli vari agli stipendi. Neanche gli arabi sono riusciti nel miracolo e, il referendum sottoposto ai lavoratori, ha chiaramente detto che i lavoratori non accettano più ennesimi sacrifici sulle proprie spalle. Ovviamente questo rifiuto dei dipendenti sarà usato ai loro danni, per far passare il messaggio che l’eventuale fallimento è stato sancito da un referendum, non da una gestione che negli anni non è stata capace di sanare i debiti.

Alitalia ha lo stesso numero di dipendenti di Atac, con un debito appena inferiore e, a questo punto, le nostre preoccupazioni sono più che fondate. La nostra azienda ha un debito intorno al miliardo e mezzo di euro e non riesce a fare utile da anni. L’accordo del 17 luglio 2015, per qualche segretario firmatario, è la panacea di tutti i mali finanziari di Atac, ma secondo noi, si è oltrepassato il limite con il quale si può affermare che, a questo punto, la matematica è un’opinione. La volontà politica dell’attuale amministrazione è cercare di sanare un’azienda malandata e già più di qualche sacrificio i dipendenti di Atac nella storia lo hanno fatto. Non ci siamo tirati indietro, anche se abbiamo accettato, a malincuore, accordi che sono addirittura “open”, ovvero l’azienda ha il potere di chiedere sempre di più, con incontri periodici proprio sullo stesso accordo con le parti sociali. La storia di Alitalia insegna che avventure privatistiche possono buttare alle ortiche, oltre che soldi pubblici, anche una storia di professionalità formata negli anni. La nostra parte già la stiamo facendo, confidiamo in una gestione rigorosa e responsabile, perché Atac è, e deve rimanere, un bene pubblico.

Andrea Lucchetti

Author: Cambia-menti M410

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