Atac – Aggressioni – Cambia-Menti M-410 sempre dalla parte di TUTTI i lavoratori

Roma, 20/10/2017

E’ di pochi giorni fa l’ennesima notizia di aggressioni perpetrate da utenti del servizio di trasporto pubblico a Roma nei riguardi di dipendenti di Atac, nell’espletamento delle loro funzioni. (Corriere della Sera, 11/10/2017).

Questa volta, però casualmente, le vittime delle aggressioni sono stati due dipendenti dell’area amministrativa, dirottati, con mansioni di controlleria, presso i tornelli delle linee metropolitane.

Metro A – Stazione di Anagnina. Un gruppo di persone scavalca i tornelli per evitare i controlli, un addetto alla verifica interviene chiedendo spiegazioni in merito alla manovra evasiva appena compiuta. Per tutta risposta, viene aggredito con uno schiaffo; il medesimo trattamento viene riservato anche al collega che, accortosi dell’accaduto, era corso in aiuto.

Questo brevemente il fatto.

La premessa merita qualche attenzione in più.

Dal 2016, il nuovo management di Atac Spa ha avviato un complesso ed articolato percorso di analisi delle voci di costo e, soprattutto, delle aree di minore efficienza e produttività aziendale.

Nel frattempo, è piombata a marzo 2017 la sentenza di condanna da parte del Tribunale Penale di Roma sul caso “Parentopoli”, che ha lasciato tutti particolarmente indignati, rappresentando quella sentenza solo la punta di un iceberg molto più grande.

Emerge, infatti, pochi mesi dopo, uno stato economico-finanziario della partecipata al collasso totale. Iniziano i dibattiti sul Concordato Preventivo in continuità aziendale in alternativa al fallimento; scoppia il caso Mafia-Capitale.

Da fonti giornalistiche viene fuori che Atac Spa è un “morto in agonia”, per gravi misfatti e cattiva gestione da oltre 15 anni, complice anche la bieca politica.

Con immense difficoltà, la nuova gestione punta a “risalire” per erodere privilegi e per efficientare la produzione, che fa acqua da tutte le parti.

In data 11 Aprile 2017, è stato firmato un Accordo tra ATAC Spa e FILT CGIL, FIT CISL e UIL TRASPORTI, nel quale si è concordato che il personale amministrativo (del quale spesso si è dichiarato essere in parziale esubero) fosse adibito ad attività di contrasto all’evasione tariffaria, come esplicitamente indicato nel CCNL, ovvero in attività di ausiliario alla sosta, dissuasione e customer care. Un accordo che, letto nel difficile quadro generale aziendale su descritto, è positivo per incrementare l’efficienza aziendale e lottare contro l’evasione tariffaria, in una azienda che ha il proprio core business proprio nell’attività di trasporto degli utenti, non in altri servizi!

Ebbene suscita in noi una certa costernazione la reazione di qualche sindacato, partito “in quarta” nel prendere le difese degli amministrativi aggrediti ad Anagnina pochi giorni fa e dichiarando che il piano aziendale non può funzionare per i troppi rischi cui i lavoratori verrebbero e vengono sottoposti.

  • Ma attenzione! La nostra costernazione non sta assolutamente nel fatto che si difendano questi lavoratori, azione dignitosa e giusta, bensì sta nel fatto che inesorabilmente questi sindacalisti non perdono occasione per fare audience e marketing per avvicinare a sè nuovi lavoratori da iscrivere.

  • Chiediamo, infatti, come mai i sindacati non hanno le stesse accese reazioni a favore di altre categorie di lavoratori che quotidianamente, da anni, mettono a rischio la loro incolumità personale?

Operatori di Stazione, Macchinisti, Capitreno, Operatori d’Esercizio, Addetti alla Verifica e tutto il personale operativo che, a contatto diretto col pubblico ogni giorno, subisce minacce, aggressioni, intimidazioni anche gravi, affrontando addirittura incontri con “personaggi” poco raccomandabili, tossicodipendenti e piccoli criminali itineranti.

Nella nostra storia lavorativa, proprio nelle stazioni e fermate della metropolitana, possiamo citare casi di considerevole gravità che hanno visto come vittime nostri colleghi: Zamiro Zampetti, Elisabetta Tortosa, Alessia Tomassacci. Solo per ricordare un caso emblematico vogliamo nuovamente citare la cara Luana Zaratti del settore verifica. Tali episodi avrebbero dovuto spingere i soliti noti sindacati a protestare e a proporre all’azienda piani di sicurezza seri e concreti per tutto il personale operativo che lavora sul campo. Invece nulla pare sia cambiato.

Oggi gli stessi fantomatici sindacati invocano la sicurezza; addirittura blindano, in modo irresponsabile e superficiale, parte del personale amministrativo dichiarando che le funzioni di controlleria non possono essere loro attribuite e che le aggressioni ai loro danni sono la prova che il piano aziendale di aprile 2017 non può essere avallato!

  • Se ne deduce, quindi, che esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. La sicurezza è un valore da pretendere in misura direttamente proporzionale al grado di consensi sindacali da carpire o è un valore assoluto valido per il lavoratore a prescindere dalla qualifica che ha?

Queste dichiarazioni sono, eufemisticamente parlando, gaffes sindacali inaccettabili e davvero criticabili sotto tutti i punti di vista.

La sicurezza è un bene inestimabile per ogni essere umano; la sensazione di recarsi a lavoro senza la paura di essere aggrediti, violentati, minacciati, derubati, infettati, è una sensazione che vorremmo provare tutti, oltre alla sensazione e alla certezza di lavorare in condizioni salubri per igiene e per microclima.

Il metodo sinora portato avanti da Atac Spa è fallimentare e andrebbe rivisto per il bene di tutti. La sicurezza è un diritto dei lavoratori e dei cittadini ed è un dovere da assolvere da parte di chi eroga un servizio e di chi lo gestisce, quindi azienda e Comune.

Non meno importante, poi, l’esigenza di educare gli utenti al controllo fisso dei titoli di viaggio, in una città nella quale domandare un biglietto rientra tra gli avvenimenti eccezionali da espletare una tantum, quando, invece, in altre capitali europee questo è il modus operandi quotidiano.

In conclusione, manifestiamo la nostra incondizionata solidarietà ai colleghi aggrediti ingiustamente rimarcando un comune senso di appartenenza e invocando chi di dovere perché vengano presi in esame sistemi di sicurezza migliori e più garantisti per tutti, dal momento che la situazione peggiora quotidianamente con risultati di nichilismo evidente da parte di chi non ha strumenti per contrastare lo status quo e di chi non offre garanzie e mezzi per ovviare a tali inconvenienti.

L’Organizzazione Sindacale Cambia-Menti M-410 non fa distinzioni e responsabilmente sostiene tutti i lavoratori.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Segreteria Regionale di Roma e Lazio

CAMBIA-MENTI M410

Sede Legale: Via Alessandro Minuziano, 47 – 00128 ROMA – Fax: 0694805262

mail to: cambiamentim410@gmail.com – pec: cambiamentim410@pec.libero.it

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *